Piano Sanità, Russo: «A fine anno lo Stato ci restituirà 1,165 miliardi»
PALERMO. Scongiurato il rischio del commissariamento, mettendo in ordine i conti, per la sanità siciliana comincia una nuova scommessa: attuare tutti gli atti amministrativi giudicati validi dal ministero del welfare in linea col piano di rientro dal deficit.Add comment Luglio 2, 2009
Being Handy by Vincenzo Cosentino “Cusenza”

Being Handy by Vincenzo Cosentino “Cusenza”
Short Movie: Being Handy
by Vincenzo Cosentino “Cusenza”
Genere/Genre: Fairy tale/ Favola
Regia/Director: Vincenzo Cosentino Cusenza
Sceneggiatura/Screenplay: Vincenzo Cosentino Cusenza
Fotografia/Photography: Vincenzo Cosentino Cusenza
Montaggio/Editing and Visual Effects: Vincenzo Cosentino Cusenza
Sound design and sculptors: Paul Mittas, Li Lifeng, Rahul Rao
Musiche/Music: Nadav Oliel
Note sull’autore: Vincenzo Cosentino (Cusenza) (nato a Siracusa il 13 agosto 1982) è un giovane regista che ha iniziato la sua carriera cinematografica nel 2007 subito dopo aver finito i suoi studi in economia. Tra gli 11 premi finora acquisiti spiccano quello conseguito al Festival di Cannes nella competizione per corti Cannes A la Flip nel Maggio 2008 e quello a Los Angeles nell’Aprile 2009 col film BEING HANDY (film prodotto con 500 dollari australiani)
Notes about the author: Vincenzo Cosentino (Cusenza) (born in Siracusa August 13, 1982) is a young 11 times awarded filmmaker who began his filmmaking career in July 2007 just after finishing his degree studies in economy. His most important victories were at the Festival The Cannes in the short film competition Cannes A la Flip in May 2008, the Avid Asia Award and the latest victory in a festival in Los Angeles with the last short film: BEING HANDY (movie made with 500 australian dollars).
Trama del film BEING HANDY: Questa è l’incredibile storia di una mano di nome Handy che farà di tutto per diventare la migliore scrittrice di tutti i tempi. Handy dimostrerà che la determinazione è la più grande chiave per dimostrare a sè stessi di essere diversi. Perchè è il “diverso” che può fare la vera differenza nel mondo.
Plot of the film BEING HANDY: This is the incredible story of a hand named Handy. Handy will do everything to become the greatest writer ever. Handy will show that determination is the true key achieve our dreams. Because it is the one who is different that can bring the difference into the world.
TAORMINA FILM FESTIVAL – PALAZZO DEI CONGRESSI
SABATO 20 GIUGNO ore 16.15
CONCORSO CORTI SICILIANI proiezione ed intervista ai registi
Add comment Giugno 18, 2009
Trovare online dove fare una visita o un esame in Sicilia
http://www.asca.it/regioni-SICILIA_SANITA___ON_LINE_NUOVO_SERVIZIO_INFORMAZIONI-402426–.html

L’assessorato regionale siciliano alla Sanita’ lancia un nuovo e innovativo servizio per i cittadini. Da oggi, infatti, e’ possibile visualizzare tutti gli ambulatori pubblici e le strutture private convenzionate della Sicilia, compresi i laboratori, suddivise per provincia e comune: bastera’ collegarsi al sito internet dell’assessorato Sanita’, all’indirizzo www.regione.sicilia.it/sanita, dove e’ stata inserita una pagina dal titolo ”Dove fare una visita o un esame’?” che contiene tutte le istruzioni per ottenere immediate risposte. Inoltre, cosa assolutamente nuova in Italia, il progetto pilota consente di individuare l’indirizzo della struttura sanitaria e di visualizzarlo sulla cartina della Sicilia, rimandando a Google Map dove e’ possibile verificare il percorso e il tempo medio di percorrenza che sono necessari per raggiungerlo. ”Un altro segnale di modernita’ ed efficienza – commenta l’assessore regionale Massimo Russo – con il quale vogliamo avvicinarci agli utenti del sistema sanitario regionale. Il nuovo servizio telematico offre ai cittadini importanti informazioni in tempo reale e consente di orientarsi al meglio nell’offerta sanitaria. Piu’ sono le informazioni che si mettono a disposizione del cittadino e maggiore e’ la trasparenza del sistema. Questo servizio e’ stato pensato anche per i tanti turisti che affollano la Sicilia e che, non conoscendo il territorio, potranno ottenere risposte immediate ai loro bisogni di salute”. In tempi brevissimi, all’interno di questo servizio, sara’ prevista la possibilita’ di ottenere ulteriori informazioni, come ad esempio la ricerca delle strutture sanitarie in grado di effettuare esami di diagnostica ad alta complessita’ (Pet, mammografie, scintigrafie, etc.). Il servizio on line dara’ anche la possibilita’, sia ai cittadini che agli operatori del settore, di interagire per segnalare eventuali aggiornamenti o correzioni ma soprattutto indicare quale tipo di informazioni vorrebbero trovare sul sito. ”Lo strumento telematico – aggiunge Russo – e’ ormai alla portata di tutti ed e’ necessario per semplificare e velocizzare certi processi. Basterebbe pensare alla Nar, la nuova anagrafe regionale che gestisce il rapporto tra medici di base e pazienti, o al protocollo d’intesa firmato con l’Inps per accelerare le verifiche necessarie per l’erogazione delle pensioni di invalidita’: tutti servizi che hanno permesso di ridurre gli errori o i tentativi di truffa e che hanno offerto un servizio migliore agli utenti. Oggi, con questo servizio, bastera’ un ‘clic’ per ottenere informazioni che finora potevano risultare complesse o imprecise”. Il progetto pilota sperimenta e anticipa alcuni servizi che l’assessorato regionale alla Sanita’ intende inserire nel nuovo ”portale della salute” che sara’ curato dalle societa’ di servizio della Regione siciliana.
Add comment Giugno 17, 2009
Attese fino a 1.000 giorni per finire sotto i ferri – medici e infermieri risultano sempre meno umani – Lunghe liste al Sud, mentre il Nord Italia lamenta soprattutto errori diagnostici e poca attenzione da parte dei camici bianchi
http://giornale.lasicilia.it/giornale/0705/CT0705/ILFATTO/MO03/navipdf.html
GIANCARLO COLOGGI
ROMA. Poca sensibilità, mancanza di rispetto e umanità nel rapporto tra medico e ammalato e liste d’attesa sempre eterne. Questa la fotografia che emerge dall’annuale report sulla Sanità italiana effettuato dal Tribunale del malato-Cittadinanzattiva che quest’anno ha puntato il suo focus sulla «umanizzazione » nel rapporto tra cittadini e Servizio sanitario nazionale. Ciò che emerge con forza è che i cittadini si sentono troppo spesso presi poco in considerazione, ascoltati con disattenzione o trattati con mancanza di rispetto. Questa tendenza sta di fatto dando impulso alla nascita di numerose realtà associative, ma espone al rischio dell’aumento dei conflitti e alla crescente diminuzione di fiducia nelle figure professionali.
LISTE D’ATTESA. Tra le maggiori criticità del sistema sanitario, il problema delle liste d’attesa resta primario. Secondo il Rapporto di Tdm, questo problema è percepito maggiormente nelle regioni meridionali: Sicilia, Calabria, Basilicata e Puglia in testa. L’area maggiormente interessata è la diagnostica con il 51% delle segnalazioni, seguita dalla specialistica con il 23% e dagli interventi chirurgici (20%). Crescono notevolmente rispetto al 2007 (+ 11%) le segnalazioni riguardanti le attese per interventi chirurgici.
720 GIORNI PER ECOCOLORDOPPLER. In base ai dati diffusi da Tdm i tempi massimi di attesa riguardano gli esami di ecocolordoppler 720 giorni; mammografia 420; ecografia al seno 360. Per quanto riguarda le prestazioni specialistiche per una visita di cardiologia si può attendere fino a 390 giorno, 270 per una visita senologica e 180 giorni per neurologica. In tema di interventi per una protesi al ginocchio o di seno si attendono anche 1080 giorni; 540 giorni per intervento al menisco e 360 per quello urologico.
MAGLIA NERA AI PEDIATRI. Ai primi posti per «carenza di umanizzazione », i cittadini mettono i pediatri (31,87%), i medici di medicina generale (25,4%) e la riabilitazione ambulatoriale (21%). Seguono l’assistenza residenziale (20%), le strutture riabilitative (18%) e i ricoveri (10%). L’esigenza di maggior garbo verso i pazienti è sentita da 10 regioni sulle 19 che hanno partecipato alla stesura del Rapporto. «Abbiamo pensato di inserire – ha detto il sottosegretario alla Salute, Ferruccio Fazio – l’umanizzazione nell’Ecm, l’educazione continua in medicina».
AUMENTA LA MALPRACTICE. In quasi un caso su cinque le segnalazioni riguardano presunti errori medici o diagnostici, confermandosi come il principale problema segnalato dai cittadini, soprattutto al Nord: il record di segnalazioni per malpractice spetta infatti a Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Liguria, Piemonte, Trentino e Veneto. Tra le tipologie di sospetti errori figurano gli interventi (53%) e le diagnosi errate (26%). La gran parte si registra in strutture pubbliche (88%). Sette le aree specialistiche maggiormente interessate da presunti errori medici, nell’ordine: ortopedia (17,5%), oncologia (13,9%), ginecologia e ostetricia (7,7%), chirurgia generale ed oculistica (5,4%), odontoiatria (5,2%), emergenza e pronto soccorso (2,8%).
INVALIDITÀ CIVILE. Risulta essere uno degli aspetti con il maggiore tasso di crescita rispetto al 2007 (+1,7%). I cittadini che denunciano problemi e ritardi nella procedura di riconoscimento (40%), sono in particolare malati oncologici (40%), seguono coloro che sono affetti da una patologia cronica e degenerativa, anziani, disabili e malati rari. Nella classifica delle Regioni in cui segnalano i principali problemi con le procedure di invalidità, è la Campania a ottenere il record, seguita da Molise, Sicilia, Sardegna. Liguria, Puglia e Piemonte.
SACCONI: COMPORRE IL DIVARIO NORD-SUD. «Nell’immediato è all’ordine del giorno» del governo la questione della Sanità meridionale. È un tema del qui e ora l’accelerazione del risanamento dei servizi socio-sanitari-assistenziali nel Mezzogiorno, dei piani di rientro delle Regioni e dei commissariamenti dove non vengano rispettati tali piani». Lo ha rimarcato il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, sottolineando che «accelerare i piani di rientro non significa dare ai cittadini del Sud meno ospedali, ma vuol dire dar loro più servizi».

Add comment Maggio 7, 2009
Disparità geografiche nell’accesso al farmaco. A livello ospedaliero ci sono i Prontuari regionali, sul territorio la distribuzione diretta
Rasi: ai Mmg chiedo di governare insieme il “bene” farmaco
L’alleanza con la Mg è pronta per essere siglata. E un anticipo starebbe già per arrivare dal cosiddetto decreto sugli extrasconti, con il quale potrebbero essere spostate sul territorio alcune classi di farmaci oggi d’impiego solo ospedaliero. Ad annunciarlo il direttore generale dell’Aifa, Guido Rasi, che in un’intervista al GdM ribadisce il progetto di un’intesa strategica con la medicina di famiglia e anticipa le mosse dell’Agenzia.
Professor Rasi, i dati sulla spesa 2008 dicono che la farmaceutica convenzionata rispetta il tetto, l’ospedaliera invece no. Perché?
«Verrebbe da dire che la spesa ospedaliera sfonda perché non ha un’Aifa. Battute a parte è vero, la territoriale tiene molto bene grazie anche all’Agenzia: la frenata verificatasi negli ultimi mesi dell’anno si spiega anche con le negoziazioni che abbiamo concluso sui prezzi dei generici più recenti, dove sono stati ottenuti sconti del 50-60% anticipando i tagli ai prezzi che arriveranno con il decreto sugli extrasconti. Quanto all’ospedaliera, lo sfondamento è determinato per più di un terzo dai farmaci innovativi e per la restante parte da un mix di sprechi e sottovalutazione del budget di spesa».
Quindi?
«Quindi sarà necessario risolvere lo squilibrio. A tal fine ci aspettiamo che nel decreto sugli extrasconti venga sancita la riallocazione sul territorio di alcuni farmaci d’uso ospedaliero. Nella stessa ottica, poi, abbiamo già affidato a un gruppo di lavoro la revisione delle Note e dei Piani terapeutici, per i quali puntiamo a una semplificazione improntata esclusivamente alla sicurezza: l’appropriatezza viene misurata in relazione alla presenza di rischi potenziali nell’impiego».
Con la conversione del Milleproroghe è stato dato semaforo verde all’ampliamento degli organici dell’Agenzia. Come verranno impiegati questi rinforzi?
«L’ampliamento della pianta organica disposto dal Milleproroghe rappresenta per noi un rilevante atto di fiducia da parte del Governo e allo stesso tempo una assunzione di responsabilità: potremo finalmente programmare altri rilevanti obiettivi di medio-lungo termine nella consapevolezza di avere un supporto importante per raggiungerli. I problemi che ho trovato in Aifa, infatti, erano dovuti per il 50% a carenze di personale e per il restante 50% a carenze strutturali. Per quanto concerne quest’ultimo fronte abbiamo già avviato riorganizzazioni e ristrutturazioni interne che puntano a semplificare i processi, ridurre i tempi e aumentare l’efficienza. Per quanto riguarda i nuovi organici, invece, le aree che per prime ne beneficeranno sono quelle ispettiva e regolatoria, ossia le attività nelle quali le inefficienze diventano rischiose per la salute e di ostacolo allo sviluppo del settore produttivo».
C’è dunque in programma un aumento dell’attività ispettiva condotta dall’Agenzia?
«Prevediamo soprattutto un’intensificazione dell’attività all’estero. Di recente l’Fda ha aperto una sede in Cina, è un esempio che fa capire dove si sta andando. Noi puntiamo ad accordi internazionali diretti proprio ad ampliare la nostra capacità ispettiva, nei paesi dell’Est come in quelli asiatici».
I medici di famiglia chiedono di essere corresponsabilizzati nella gestione del bene farmaco…
«Confermo l’intenzione di puntare molto su di loro. Innanzitutto nella ricerca traslazionale: nessuno studio clinico potrà mai reclutare un numero di pazienti tale da dare la massima garanzia, l’unica certezza in fatto di impiego sicuro di un farmaco può arrivare dall’osservazione sul territorio, quindi dal medico di Mg. Si può costruire un sistema che preveda l’uso precoce dei farmaci di nuova registrazione da parte di una punta avanzata di Mmg, in modo da valutare se e a quali condizioni passare poi all’impiego esteso».
A novembre, nel suo intervento al Congresso nazionale della Simg, aveva anticipato l’intenzione di incrementare la presenza dei medici di Mg nell’Aifa…
«Nulla d’invariato, se vogliamo che vestano i panni dello sperimentatore “traslazionale” dobbiamo fare in modo che i Mmg siano nell’Agenzia. La mia idea è quella di dare rappresentanza alla Mg in tutte le posizioni strategiche, dal Comitato prezzi alla Cts – dove un medico di famiglia c’è già – alla Commissione ricerca. Però chiederò in cambio che le persone scelte a rappresentare la Mg in Aifa ricevano un mandato chiaro, tale da farne interlocutori ufficiali nei confronti dell’Agenzia».
Per la ricerca traslazionale così come per quella riallocazione di farmaci di cui parlava, sarà fondamentale un monitoraggio imperniato su cartella clinica elettronica e scambio in rete di dati tra primo e secondo livello di cure. State pensando a qualcosa di concreto al riguardo?
«Stiamo cercando di prendere cià che esiste di buono nei due livelli per fare in modo che comunichino. Di certo c’è la consapevolezza che è giunto il momento di passare dalla farmacoragioneria alla farmacoeconomia: valutazioni e scelte vanno fatte in base al costo per patologia anziché per confezione; anzi, l’obiettivo è quello di privilegiare ciò che produce più salute a parità di costo».
Si parlava prima di generici, i medici continuano a sollevare non poche lamentele in tema di sostituibilità…
«Ritengo che il generico non possa prescindere dalla gestione del prescrittore. Considero i medici di famiglia culturalmente ed economicamente consapevoli dell’opportunità rappresentata dagli equivalenti, anzi nei confronti che ho avuto con loro ho sempre trovato massima disponibilità. Quanto alla sostituibilità, io punterei a soluzioni che semplifichino: in avvio di trattamento, per esempio, si potrebbe lasciare al medico la scelta della prima prescrizione con equivalente. È una proposta con un razionale evidente: in avvio di trattamento i dilemmi legittimi sono tra questa o quella molecola, non tra branded o generico corrispondente».
E a terapia già avviata?
«È giusto che la sostituibilità sia comunque lasciata alla discrezione del medico, che conosce il paziente».
Di recente un altro tema particolarmente dibattutto è quello delle disparità geografiche nell’accesso al farmaco. A livello ospedaliero ci sono i Prontuari regionali, sul territorio la distribuzione diretta. Qual è la posizione dell’Aifa al riguardo?
«Queste iniquità sono motivo di preoccupazione per l’Aifa, perché le consideriamo inaccettabili. Si ricorra pure a Prontuari e distribuzione diretta, ma solo se rappresentano una soluzione a problemi reali, non quando diventano una modalità di ripiego giustificata da un supposto ma spesso non dimostrato risparmio. Devo dire che in questo momento registriamo da parte delle Regioni il consapevole riconoscimento della necessità di un coordinamento centrale della farmaceutica. È un punto di partenza importante per lavorare in piena condivisione».
Add comment Aprile 20, 2009
Mammografia su misura
Uno screening, ritagliato sulla base della storia personale per contrastare al meglio un nemico giurato delle donne: il cancro al seno Non più quindi un esame standard – la celeberrima mammografia – fra i 50 e i 69 anni d’età come avviene oggi, bensì uno screening che tenga conto della storia personale di ciascuna donna, dividendole in tre categorie di rischio (normale, medio, altro). Resta invariato l’iter per chi non presenta i cosiddetti fattori critici, ad esempio presenza di uno o più casi di neoplasia al seno in famiglia, particolari caratteristiche della mammella, sovrappeso e l’aver o meno avuto figli. Per tutte le altre donne, invece, andranno previste corsie preferenziali e l’uso di strumenti più sensibili per stanare il tumore, come la mammografia digitale. E non è tutto. Per combattere la neoplasia più temuta dal gentil sesso lo screening verrà esteso anche alle 40enni e alle over 70. E’ questa una delle misure messe a punto dagli addetti ai lavori chiamati a raccolta dal ministero del Welfare per riscrivere la mappa degli screening per la diagnosi precoce dei tumori. Ad annunciarla è lo stesso relatore della Commissione ministeriale prevenzione e screening Alessandro Del Maschio, del San Raffaele di Milano, nel corso dell’International Meeting on New Drugs in Breast Cancer all’Istituto Regina Elena di Roma. “Lo screening ha consentito di ridurre del 50% la mortalità, ma ora è arrivato il tempo di rinnovare i criteri – spiega Francesco Cognetti, direttore dell’oncologia medica A del Regina Elena e presidente del convegno che si è svolto venerdì e sabato a Roma che vede riuniti 300 fra i massimi esperti mondiali – Le nuove indicazioni sono ormai condivise dal mondo scientifico, e sono già allo studio della Commissione. La proposta di Del Maschio diventerà al più presto operativa”. Una misura che mira a ridurre le 12 mila vittime che il tumore del seno causa ogni anno nel nostro Paese su 38 mila nuovi casi. La diagnosi precoce è una delle armi più affidabili di cui disponiamo per sconfiggere la malattia. Con una sopravvivenza che si attesta al 98% se si interviene nei primissimi stadi. “Merito – sottolineano gli esperti riuniti a Roma – della prevenzione ma anche delle terapie mirate, sviluppate negli ultimi anni, in grado di agire solo sulle cellule malate”.L’incidenza del tumore della mammella è simile in tutte le Regioni italiane: una connazionale su 11 rischia di ricevere una diagnosi di cancro al seno nel corso della propria vita. Varia tuttavia drammaticamente l’adesione ai programmi di screening tra un estremo e l’altro dello Stivale. “Esiste una grave differenza – conferma infatti Cognetti – fra Centro-Nord, Sud e Isole. Se nel settentrione 8 donne su 10 dichiarano di essersi sottoposte almeno a una mammografia preventiva, la percentuale scende a una su 2 nell’Italia meridionale”.L’estensione dei programmi di screening attivi al 2007 è pari all’82,9% al Nord, al 73,3% al Centro e solo al 27,6% al Sud. E la sopravvivenza cambia di conseguenza: nel settentrione è del 10% più elevata. “Anche su questo tema si sta impegnando la Commissione prevenzione e screening del ministero – assicura Cognetti, che fa parte dell’organismo chiamato a riscrivere la mappa non solo dello screening per il tumore del seno, ma anche per prostata, colon retto, cervice e polmone – con proposte e progetti concreti per garantire pari accesso all’assistenza sanitaria a tutti i cittadini”.
Da DoctorNews 20 aprile 2009 – Anno 7, Numero 70
Add comment Aprile 19, 2009
Alleanza AIFA-Medicina generale: alcuni farmaci oggi d’impiego esclusivamente ospedaliero verranno spostati sul territorio
Rasi: ecco la collaborazione che chiedo ai medici di Mg
di Alessandro Santoro

Guido Rasi, direttore generale dell’Aifa
L’alleanza con la Mg è pronta per essere siglata. E un anticipo potrebbe già arrivare dal cosiddetto decreto sugli extrasconti, con il quale potrebbero essere spostate sul territorio alcune classi di farmaci oggi d’impiego esclusivamente ospedaliero. Ad annunciarlo il direttore generale dell’Aifa, Guido Rasi, che in un’intervista al GdMonline ribadisce il progetto di un’intesa strategica con la medicina di famiglia e anticipa le mosse dell’Agenzia.
Professor Rasi, i dati sulla spesa 2008 dicono che la farmaceutica convenzionata rispetta il tetto, l’ospedaliera invece no. Perché?
Verrebbe da dire che la spesa ospedaliera sfonda perché non ha un’Aifa. Battute a parte è vero, la territoriale tiene molto bene grazie anche all’Agenzia: la frenata verificatasi negli ultimi mesi dell’anno si spiega anche con le negoziazioni che abbiamo concluso sui prezzi dei generici più recenti, dove sono stati ottenuti sconti del 50-60% anticipando i tagli ai prezzi che arriveranno con il decreto sugli extrasconti. Quanto all’ospedaliera, lo sfondamento è determinato per più di un terzo dai farmaci innovativi e per la restante parte da un mix di sprechi e sottovalutazione del budget di spesa.
Quindi?
Quindi sarà necessario risolvere lo squilibrio. A tal fine ci aspettiamo che nel decreto sugli extrasconti venga sancita la riallocazione sul territorio di alcuni farmaci d’uso ospedaliero. Nella stessa ottica, poi, abbiamo già affidato a un gruppo di lavoro la revisione delle Note e dei Piani terapeutici, per i quali puntiamo a una semplificazione improntata esclusivamente alla sicurezza: l’appropriatezza viene misurata in relazione alla presenza di rischi potenziali nell’impiego.
I medici di famiglia chiedono di essere corresponsabilizzati nella gestione del bene farmaco…
Confermo l’intenzione di aspettarmi molto da loro. Innanzitutto nella ricerca traslazionale: nessuno studio clinico potrà mai reclutare un numero di pazienti tale da dare la massima garanzia, l’unica certezza in fatto di impiego sicuro di un farmaco può arrivare dall’osservazione sul territorio, quindi dal medico di Mg. Si può costruire un sistema che preveda l’uso precoce dei farmaci di nuova registrazione da parte di una punta avanzata di Mmg, in modo da valutare se e a quali condizioni passare poi all’impiego esteso.
A novembre, nel suo intervento al Congresso nazionale della Simg, aveva anticipato l’intenzione di incrementare la presenza dei medici di Mg nell’Aifa…
Confermo, se vogliamo che vestano i panni dello sperimentatore “traslazionale”, dobbiamo fare in modo che i Mmg siano nell’Agenzia. La mia idea è quella di dare rappresentanza alla Mg in tutte le posizioni strategiche, dal Comitato prezzi alla Cts – dove un medico di famiglia c’è già – alla Commissione ricerca.
31 Marzo 2009
http://www.gdmonline.it
Add comment Marzo 31, 2009
«La nuova Sanità: trasparenza e legalità»
L’assessore e il segretario regionale del Mpa presentano la «rivoluzione» appena approvata
http://giornale.lasicilia.it/giornale/2803/CT2803/IFATTI/MO08/navipdf.html
Russo: «Obiettivo servizi efficienti». Leanza: «Sintesi in un modello originale» «Ora dovremo sciogliere 29 aziende e crearne 17 nuove nel segno della professionalità dei manager da nominare»
ROSSELLA JANNELLO
CATANIA. Il politico e il tecnico, l’analisi attenta e la passione irruente. L’assessore regionale alla Sanità, Massimo Russo, e il segretario regionale del Mpa, Lino Leanza, hanno illustrato ieri, nel corso di una conferenza stampa, i dettagli della nuova legge di riforma del sistema sanitario siciliano approvata dall’Ars. Una riforma – chiosa Russo – che a molti sembrava una «missione impossibile».
Eppure… «Eppure siamo arrivati alla riforma – dice Leanza – e ci siamo arrivati molto bene: nessun compromesso al ribasso, ma una sintesi straordinaria per una riforma che può diventare il fiore all’occhiello della Regione Sicilia». «Non solo – aggiunge – abbiamo applicato il Piano di rientro che porteremo a Roma il 2 aprile, ma abbiamo fatto una legge di riforma della Sanità che io chiamo ”legge di tutte le leggi”. Sono stati mesi di grande scontro – aggiunge il segretario del Mpa – di aspre battaglie fino a una sintesi intelligente in un modello siciliano originale che, per esempio ha anche una norma contro i medici-spia, per dare un segnale netto alla Lega e alla norma anti immigrati. Debbo dare atto alla maggioranza che, quando abbiamo parlato di problemi veri, si è ricompattata, così come dobbiamo dare atto al Pd di avere collaborato alla stesura della legge. Anche se – si rammarica – è poi giunto un voto contrario mentre sarebbe stato meglio, in nome della politica della qualità, una astensione dal voto». Leanza ha anche ricordato il «caso Caltagirone » sul quale – dice – si stava rischiando di fare «la legge del campanile, se non ci fosse stato il determinante intervento del presidente della Regione Lombardo. Anche se – promette Leanza – il Calatino non resterà fuori dal meccanismo della Sanità d’eccellenza».
Tocca all’assessore Russo «uomo libero, metà magistrato metà medico», come lo presenta il segretario regionale del Mpa, entrare nel merito dei meccanismo della legge. «Da oggi – esordisce l’assessore – comincia la seconda fase: abbiamo preparato gli strumenti, ora si lavora». «Abbiamo fatto questa riforma – spiega Russo, parlando del provvedimento già oggetto di interesse da parte di università e osservatori – soprattutto per dare ai cittadini dei servizi efficienti e una buona Sanità. Siamo davanti a una imponente riconversione industriale: in pochi mesi dovremo sciogliere 29 aziende e crearne 17 nuove, dovremo incidere sulle abitudini del cittadino e degli operatori. Tutto ciò sarà possibile solo se saremo in grado di piazzare gli uomini giusti nei posti giusti: manager più che bravi e al di sopra di ogni sospetto di appartenenza, medici di grande professionalità che devono raggiungere le posizioni professionali apicali solo per i meriti acquisiti sul campo e non certo per la vicinanza con questo o quell’altro politico. E sogno di riportare in Sicilia tutte quelle professionalità che hanno scelto di emigrare e che fuori dall’isola si sono imposti con la loro professionalità». Tre le «metastasi del sistema», come le chiama Russo e sulle quali ha lavorato in questi mesi: l’eccessiva ospedalizzazione, la presenza di troppe aziende come non accade in nessuna altra parte d’Italia, i troppi «viaggi della Sanità». Da qui una programmazione che vede destinato il 65% delle risorse alle funzioni territoriali (contro il 49% di prima) e il rimanente 45% alle funzioni ospedaliere. Così come cambierà l’organizzazione del sistema «per garantire uniformemente a tutti la stessa assistenza sanitaria nell’isola », superando la logica dei Poli di attrazione Palermo e Catania. Come? Con i distretti ospedalieri – 20 in tutto – all’interno dei quali si diversificheranno i servizi offerti. «Con un grande rispetto per l’autonomia territoriale – sottolinea Russo – in base alle esigenze del territorio ». «Questo è il modello di legge che è stato approvato – conclude –. Ma perché il sistema vada a regime ci sarà bisogno di tempo. Ci saranno disagi che potranno essere superati e sopportati solo se sarà chiaro l’obiettivo finale: una riforma trasparente e nel segno della legalità».
Add comment Marzo 28, 2009
FATTA LA RIFORMA SI ATTENDONO ORA I DECRETI ATTUATIVI DELL’ASSESSORE RUSSO
Il nuovo piano sanitario ricompatta governo e Parlamento
GIOVANNI CIANCIMINO
http://giornale.lasicilia.it/giornale/2703/CT2703/ILFATTO/MO07/navipdf.html
PALERMO. La riforma sanitaria è fatta. Ma, al di là del merito, la saldatura del deficit di regole nei rapporti tra governo e Ars è il tracciato di un nuovo percorso? La lettura dei risvolti politici, sia nell’opposizione che nella maggioranza, sembrano raffreddare gli entusiasmi. Troppa politica viziata da ideologia. Tra il «si» e il «no» c’è di mezzo il «ni». Perché il Pd, che pure vanta di avere dato un contributo qualificante alla riforma, ha votato contro? L’interrogativo ha fatto capolino ancora ieri. Dalle parole del capogruppo Pd Cracolici emerge che quel «no» sofferto sia stato dettato fuori dal Palazzo per motivi politici: «Mi pare di poter dire che se la legge è uscita dall’Aula con 17 aziende, se siamo arrivati a questo modello, se Russo ha potuto celebrare con euforia l’approvazione di questa riforma, se Russo continua a fare l’assessore questo è anche merito del Pd che ha tenuto la barra ferma contro quelli che volevano che tutto cambiasse per non cambiare nulla. Questa legge non è tutto quello che noi avremmo voluto che fosse». Ma «durante l’esame di questa riforma abbiamo dimostrato cosa significhi essere opposizione riformista». Cioè, opposizione non ideologica che, però, contrasta con un «no» dalle evidenti sembianze ideologiche più che riformiste. Anche De Benedictis (esperto sanità del Pd), conferma: «Abbiamo inserito elementi di qualificazione soprattutto nella scelta degli uomini. La nomina dei direttori generali deve seguire a una ricognizione dei requisiti da pubblicare sul web, quindi nomina non più fiduciaria e basata su rapporti interpersonali. Attendiamo l’assessore al varco sulla nomina dei direttori e sull’emanazione dei decreti attuativi». Per completezza va detto che con un emendamento di Pogliese (Pdl) è stata fissata la possibilità di riconferma dei manager solo per una volta nella stessa azienda. Sul fronte politico di centrodestra, i capigruppo del Pdl Leontini e dell’Udc Maira hanno rimarcato la ritrovata unità nella maggioranza, la saldatura col governo e il confronto tra esecutivo e legislativo. Sono conferme che vanno oltre la contingenza? Leontini guarda al presente con la speranza nel futuro: «Alla fine tra noi e il governo c’è stata identità di vedute e un clima di maggioranza che ha ricostituito le proprie idee comuni. Una riforma storica che risponde alle necessità dei cittadini con la riduzione della spesa e la separazione tra ospedale e territorio. Auspichiamo che questa esperienza si possa ripetere per altre riforme». Dello stesso avviso Maira: «Adesso i rapporti con l’assessore Russo sono improntati al dialogo democratico, dopo le iniziali incomprensioni. Anche i rapporti con l’Mpa si sono rasserenati. Con l’apporto del Pd si potrebbero fare grandi riforme».
Add comment Marzo 28, 2009
