Elezioni Comunali di Gravina di Catania 15/16 giugno 2008
Add comment Maggio 14, 2008
Eliminazione e disincentivazione del traffico d’attraversamento, attraverso percorsi alternativi. Utilizzo del trasporto pubblico, anche con la possibile reintegrazione dell’AMT, dopo un’opportuna valutazione di costi e di gestione.
Realizzazione, in collaborazione con gli altri Comuni e con la Provincia, della metropolitana di superficie.
Nuovi parcheggi scambiatori e ad uso interno.
Migliore qualità dell’ambiente
Attivazione di uno sportello per l’occupazione riservato alle imprese e a quanti vorranno conoscere le opportunità offerte dai bandi del Por Sicilia 2007-2013.
Prestiti ad interessi agevolati per i giovani ove il Comune di Gravina si farà garante
L’approvazione del PRG, la nascita del nuovo Centro Commerciale e di nuove attività Turistico-alberghiere, affiancati da tecnici amministrativi che aiuteranno i giovani (ma anche i meno giovani) a sviluppare nuovi progetti di lavoro.
E’ la madre di tutte le priorità: va affrontata e riesaminata con l’impegno diretto del nostro presidente Raffaele Lombardo e con l’azione congiunta dei 18 comuni consorziati. Potenziamento della raccolta differenziata tenendo conto delle peculiarità del territorio e prevedendo forme di incentivi.
Sviluppo e utilizzo delle energie alternative e rinnovabili.
Favorire un sistema unico di approvvigionamento e di utilizzazione delle condutture idriche realizzate a beneficio della qualità del liquido immesso nelle condotte.
Tolleranza zero per restituire dignità alle nostre strade garantendo la massima attività di controllo.
Istituzione del Vigile di quartiere. Incrementare il coordinamento delle forze di Polizia Municipale con la locale Compagnia dei Carabinieri.
Migliorare la rete di video sorveglianza sul territorio che abbia come finalità quella di prevenire azioni criminali
5. CULTURA, SPORT E VALORIZZAZIONE DELLE RISORSE DEL TERRITORIO *
Parchi: Gravina possiede già tre aree a verde di notevole interesse (San Paolo, Fasano e Borsellino) che potrebbero essere gestiti con finalità manageriali attraverso una privatizzazione controllata.
Sport: Abbiamo poche, ma efficienti strutture sportive che andranno salvaguardate e migliorate come realizzato dall’amministrazione con le zone fitness nei tre parchi cittadini. Sostegno alle società sportive locali. Applicazione del nuovo Prg che destina una parte significativa della città allo sport.
Proseguo e miglioramento dell’offerta culturale riservata ai bambini che ha fatto di Gravina un riferimento nazionale. Rilancio definitivo della festa del nostro patrono Sant’Antonio da Padova. Conferma dell’eccellenza delle nostre scuole e completamento del plesso che ospiterà un Istituto di scuola superiore. Sviluppo degli accordi con l’Università di Catania per la programmazione e realizzazione di nuovi masters post-laurea.
LE AZIONI MIRATE
COMUNICAZIONE
Potenziamento di tutte le strutture che si occupano di comunicazione pubblica (Urp, Difensore Civico, Bilancio sociale, etc) e crearne di nuove che rendano più immediato e semplice il rapporto tra cittadino ed amministrazione. Creazione di un “URP mobile” che ogni settimana si sposta da un quartiere all’altro e di uno sportello unico per a semplificazione di tutte le procedure inerenti gli impianti produttivi di beni e servizi
RETE DELLA SOLIDARIETÀ
DECENTRAMENTO E PARTECIPAZIONE POPOLARE
Creazione di nuove figure che facciano da collante fra i cittadini e le istituzioni del territorio: in Giunta ogni assessore sarà affiancato da un team che collaborerà su temi specifici, costituzione di una circoscrizione di decentramento come espressione delle rappresentanze dei cittadini di San Paolo, Fasano, Valle Allegra.
Add comment Maggio 13, 2008
di Italo Grassi
Pauline Kock avrebbe condotto il figlioletto, Albert Einstein, nello studio di Hahnemann. Il piccolo Albert aveva problemi scolastici, imparava con difficoltà a causa della cattiva concentrazione e aveva la mente assorbita in altri pensieri. Interrogato dall’insegnante, rispondeva in modo incoerente ed esitante, passando rapidamente da un soggetto ad un altro senza una logica apparente. Einstein si sarebbe seduto, un poco impacciato nei movimenti, dopo essere inciampato sul tappeto. Hahnemann avrebbe osservato con attenzione quel piccolo bambino, all’apparenza timido e goffo, poi gli avrebbe accarezzato la folta chioma. “Allora, giovanotto, dimmi qual è la cosa a cui tieni di più.”
“Imparare.”
“Imparare?”
“Imparare è un’esperienza; tutto il resto è solo informazione.”
Hahnemann, stupito, avrebbe domandato. “Allora sai già cosa vuoi fare da grande?”
“Non cercare di diventare un uomo di successo, ma piuttosto un uomo di valore.”
Hahnemann, stancamente avrebbe inclinato la testa, sospirando: “Vorrei avere ancora questi sogni che, alla mia età, sono ormai tutti svaniti.”
Einstein, candidamente, avrebbe alzato le spalle: “E’ meglio essere ottimisti ed avere torto piuttosto che pessimisti ed avere ragione.”
“Io, invece, domani dovrò recarmi al Consiglio dell’Università dove i suoi membri mi vogliono mettere alla gogna per le mie idee sull’omeopatia. Sono stanco di lottare e penso che non ci andrò, non darò a quei professori arroganti la possibilità di gettare altro fango sulle mie teorie.”
“I grandi spiriti hanno sempre incontrato violenta opposizione da parte delle menti mediocri.”
“Purtroppo sono loro gli arbitri della cultura scientifica.”
“Chiunque si pone come arbitro in materia di conoscenza, è destinato a naufragare nella risata degli dei.”
“Sostengono che l’omeopatia sia oscura e incomprensibile.”
“La cosa più bella che possiamo sperimentare è il mistero; è la fonte di ogni vera arte e di ogni vera scienza.” Poi, Einstein, sorridendo, avrebbe aggiunto: “Chi non ammette l’insondabile mistero non può essere neanche uno scienziato.”
“Se almeno fossi in grado di spiegare in che modo funziona l’omeopatia.”
“La fantasia è più importante della conoscenza.”
“Allora dovrei affermare che ho ragione perché tengo più fantasia di loro?”
“Si potrebbe dire che l’eterno mistero del mondo sia la sua comprensibilità.” Questa volta sarebbe stato Einstein ad accarezzare la testa calva di Hahnemann.” La vita è un pendolo i cui movimenti che oscillano tra l’anarchia e la tirannia sono alimentati da illusioni perennemente rinnovate.”
Hahnemann, sguardo nuovamente fiero e petto in fuori, avrebbe scritto la ricetta. Il problema del piccolo Einstein derivava dall’inadeguatezza di un corpo, ancora troppo giovane, inadatto a contenere una forza vitale esageratamente grande. “Prendi queste gocce di Agaricus muscarius.” Rivolto alla madre di Einstein avrebbe commentato: “Sono sicuro che questo bambino ha un grande futuro davanti a sé.” E, cingendo in un affettuoso abbraccio il bambino, avrebbe esclamato: “Domani parlerò, combatterò per le mie idee, mi mettano pure alla berlina per i secoli a venire, io sosterrò sempre l’omeopatia!”
La signora Kock avrebbe preso per mano il figlioletto, preparandosi a lasciare lo studio, ma prima di uscire il piccolo Albert sarebbe tornato indietro e, avvicinando le labbra all’orecchio del medico tedesco, gli avrebbe sussurrato: “Due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, ma riguardo l’universo ho ancora dei dubbi.”
da http://www.omeopatia33.it/
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da “DoctorNews”2/5/2008
Seguire una routine d’esercizio regolare durante la mezza età può ritardare l’invecchiamento biologico anche di 12 anni. Venti anni fa era stato suggerito che uno dei più importanti fattori che influenzano la qualità della vita nei soggetti molto anziani fosse il mantenimento di una potenza aerobica sufficiente a consentire una vita indipendente. Il progressivo deterioramento dovuto all’età di diversi aspetti della forma fisica porta la maggior parte degli anziani sedentari al punto in cui la capacità funzionale necessaria viene a mancare fra gli 80 ed i 90 anni. Durante la maggior parte della vita adulta, l’invecchiamento è tipicamente associato ad una diminuzione costante dell’apporto massimale di ossigeno: se questa tendenza continua nell’età anziana, l’assunzione massimale di ossigeno diminuirebbe al punto tale che le ordinarie attività della vita quotidiana indipendente diverrebbero intollerabilmente faticose. L’esercizio regolare diminuisce in modo sostanziale il rischio di obesità, diabete ad insorgenza tardiva, ipertensione, infarti, alcune forme di ictus, diversi tumori ed osteoporosi, e non soltanto nella mezza età ma anche in quella anziana. Essa aiuta anche nella riabilitazione susseguente ad episodi critici come un infarto o lo scompenso cardiaco congestizio. L’esercizio aerobio regolare può avere un qualche impatto sulla probabilità di sviluppare cecità data la riduzione del rischio di diabete tardivo, e le cadute catastrofiche sono meno probabili se un esercizio regolare mantiene potenza muscolare, equilibrio e coordinazione.
(Brit J Sports Med online 2008, pubblicato il 10/4)
Add comment Maggio 2, 2008
Sussiste una correlazione fra esposizione ai pesticidi e morbo di Parkinson. Precedenti studi avevano dimostrato che i soggetti con morbo di Parkinson hanno il doppio delle probabilità di riportare di essere stati esposti a pesticidi rispetto agli altri, ma pochi studi hanno investigato questo argomento in soggetti della stessa famiglia o valutato le associazioni fra il morbo e specifiche classi di pesticidi. E’ stato rilevato che anche frequenza, durata ed esposizione cumulativa sono significativamente associati al morbo di Parkinson in modo dose-risposta. Sia insetticidi che erbicidi aumentano il rischio, e più marcatamente organoclorine, composti organofosforici, clorofenossiacidi/esteri e botanici. Ulteriori indagini su questi specifici pesticidi ed altri potrebbero portare all’identificazione delle vie biologiche inerenti che influenzano lo sviluppo del morbo di Parkinson. La più forte associazione fra il morbo ed i pesticidi si osserva nelle famiglie in cui non si ha un’anamnesi di morbo di Parkinson. Ciò suggerisce che i casi sporadici della malattia possano essere particolarmente vulnerabili agli effetti tossici dei pesticidi, ma non è possibile escludere che i pesticidi influenzino il rischio di morbo di Parkinson anche nelle famiglie in cui la malattia è presente. (BMC Neurology online 2008, pubblicato il 18/4) da DoctorNews - Anno 6, numero 73
Add comment Aprile 23, 2008
Quattromila eventi in 174 paesi del mondo mondo in occasione dell’Earth Day, la giornata internazionale nata nel 1970 negli Usa su iniziativa del senatore del Wisconsin Gaylord Nelson per sensibilizzare l’opinione pubblica allo stato di salute della terra e invitare a un cambiamento dei comportamenti individuali. L’attenzione della giornata di quest’anno è diretta ai cambiamenti climatici, perche’ “la Terra ha il diritto di respirare aria pulita” - riporta come si legge nel sito web dedicato all’evento che invita ognuno a sollecitare ai propri governanti leggi “più rigorose” per fronteggiare i cambiamenti climatici. ”I segnali di stress ci sono tutti - afferma il WWF - e ci colpiscono direttamente, non fanno sconti: povertà e cibo, crisi energetica e cambiamenti climatici, scarsità di acqua che dalle aree più povere del pianeta si estendono ad aree storicamente fertili, a culle della civiltà quali il Mediterraneo. Energia, cibo e acqua sono le tre grandi emergenze, inequivocabili i segni dell’impronta umana”. Per questo il WWF ha scelto di lanciare anche quest’anno con la Campagna GenerAzione Clima la nuova sfida: un taglio del 30% delle emissioni entro il 2020 in Italia come nel resto d’Europa. L’obiettivo, promosso a livello internazionale dal WWF, concorrerebbe alla salvaguardia del 20-30% delle specie che sono a rischio di estinzione a causa del cambiamento climatico e alla riduzione degli impatti sull’uomo. Tra gli indicatori dello stress del pianeta vi è l’Impronta Ecologica, cioè il peso dell’impatto umano sulla Terra che è più che triplicato nel periodo tra il 1961 e il 2003. “Siamo in un debito ecologico estremamente preoccupante. Consumiamo le risorse più velocemente di quanto la Terra sia capace di rigenerarle e di quanto la Terra sia capace di “metabolizzare” i nostri scarti – ha dichiarato Michele Candotti, direttore generale del WWF Italia. E questo porta a conseguenze estreme ed anche molto imprevedibili. E’ tempo di assumere scelte radicali per quanto riguarda il mutamento dei nostri modelli di produzione e consumo. Siamo tutti consapevoli che i cambiamenti necessari per ridurre il nostro impatto sui sistemi naturali non saranno facili ma si basano su straordinarie qualità umane: la capacità di innovazione, la capacità di adattamento, la capacità di reagire alle sfide. E’ da come impostiamo oggi la costruzione delle città, da come affrontiamo la pianificazione energetica, da come costruiamo le nostre abitazioni, da come tuteliamo e ripristiniamo la biodiversità, che dipenderà il nostro futuro”. La Coldiretti ha presentato le “dieci regole per un consumo sostenibile“, come mangiare bene facendo attenzione al pianeta. Scegliere prodotti locali e di stagione, ridurre al minimo gli imballaggi, fare acquisti di gruppo, recarsi alla spesa riciclando le buste, ottimizzare il consumo di energia nella conservazione e nella preparazione dei cibi, sono, insieme alla raccolta differenziata, alcuni dei comportamenti suggeriti dal decalogo della Coldiretti per consumi responsabili. ”Infatti - precisa la Coldiretti - acquistando prodotti locali e di stagione ogni famiglia può ridurre di mille chili le emissioni di gas ad effetto serra ma ulteriori risparmi possono essere ottenuti con l’utilizzo di sportine riciclabili (200 chili all’anno) e attraverso altri semplici accorgimenti in cucina con pentole e frigoriferi a basso impatto energetico”. [GB] |
Add comment Aprile 23, 2008
Maria Concetta Giuliano
Medico di Famiglia – Gravina di Ct
Riparte il 17 Aprile l’incontro su “alimentazione naturale e compostaggio domestico”, presso il Centro Civico del Comune di Gravina di Catania, il percorso itinerante tra i Comuni Etnei del Progetto Donna e Ambiente iniziato nella Primavera del 2007 e che si sviluppa in collaborazione tra i Medici della COSMO, della SIMG (Società Italiana di Medicina Generale – sez. di Catania), dell’ISDE (Medici per l’Ambiente, sez. di Catania) e dell’Unita’ Operativa Assistenza Sanitaria di Base del Distretto di Gravina di Catania, con i suoi quattro Consultori Territoriali; è sostenuto dal Patrocinio dell’Università degli Studi di Catania, dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Catania, dell’AUSL 3 di Catania, dei Comuni Etnei e soprattutto dalla attiva partecipazione delle donne.
Il Progetto Donna e Ambiente come già descritto in un articolo precedente, si inserisce nel Piano d’Azione Agenda 21 - ovvero un processo partecipato che sulla base delle emergenze e delle criticità locali, tende allo sviluppo sostenibile, in grado di rispondere alle necessità del presente senza compromettere il futuro delle prossime generazioni e promuovere tra i cittadini le buone pratiche ambientali attuabili nella vita di tutti i giorni.
Il Progetto si articola attraverso una serie di incontri itineranti nei vari Comuni dell’Interland Etneo su: parto naturale - allattamento al seno - alimentazione naturale e compostaggio domestico - ciclicità nella donna e contraccezione e mira alla costituzione di una capillare rete territoriale tra operatori sanitari e sociali del Territorio e gruppi attivi di sostegno in grado di accompagnare, educare e supportare la coppia dal concepimento ai primi passi del bambino, iniziando un processo educativo e formativo da proseguire in ambito scolastico.
E’ rivolto soprattutto alle donne, non solo per la loro sensibilità e capacità di condurre battaglie fino in fondo, ma anche perchè alla base di “ecologia e sostenibilità di vita” vi è la comprensione ed il rispetto della fisiologia di quel particolare periodo che va dal concepimento fino ai primi anni di vita, le donne esposte alle sostanze chimiche disperse nell’ambiente le trasferiscono ai loro bambini attraverso la placenta o, successivamente, attraverso il latte materno, e questi bambini in seguito trascorreranno i primi anni di vita respirando le polveri domestiche o del suolo e mangiando cibi spesso addizionati di prodotti chimici. Si propone di creare una “rete” al femminile capace di innescare un processo virtuoso contro il deterioramento e la distruzione progressiva della vita, dei ritmi del pianeta e delle nostre città.
La missione è quella di diffondere le buone pratiche ambientali attuabili nella vita di tutti i giorni suggerendo le scelte relative alle tecnologie per il risparmio delle risorse e del¬la energia. Lo smaltimento di rifiuti tramite discariche controllate, il riciclaggio,il compostaggio ed il recupero energetico non sono processi alternativi ma complementari. Riduzione, riutilizzo del materiale tal quale, riciclaggio della materia costituente il materiale raccolto e recupero sono i nuovi quattro imperativi che si impongono per affrontare correttamente il problema dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani.
L’incontro, aperto al pubblico, si articolerà attraverso vari interventi che partendo dalla raccolta differenziata, al compostaggio sia pubblico che domestico per concludere con le indicazioni sui vantaggi di un alimentazione naturale, sarà improntato ad uno scambio di informazioni e consigli atti a capire vantaggi e meccanismi, nonché le tecniche più facilmente applicabili per una corretta differenziazione e scelte oculate fin dal momento degli acquisti.
Add comment Aprile 9, 2008

alimentazione naturale, raccolta differenziata e compostaggio
Maria Concetta Giuliano
Medico di Famiglia – Gravina di Catania

Riparte il 17 Aprile l’incontro su “alimentazione naturale e compostaggio”, presso il Centro Civico del Comune di Gravina di Catania, il percorso itinerante tra i Comuni Etnei del “Progetto Donna e Ambiente” iniziato nella Primavera del 2007 e che si sviluppa in collaborazione tra i Medici della COSMO (Cooperativa di Medici di Medicina Generale), della SIMG (Società Italiana di Medicina Generale), dell’ISDE (Medici per l’Ambiente); è sostenuto dal Patrocinio dell’Università degli Studi di Catania, dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Catania, dell’AUSL 3 di Catania, dei Comuni Etnei e soprattutto dalla attiva partecipazione delle donne.
Il Progetto, si inserisce nel Piano d’Azione Agenda 21 - ovvero un processo partecipato che sulla base delle emergenze e delle criticità locali, tende allo sviluppo sostenibile, in grado di rispondere alle necessità del presente senza compromettere il futuro delle prossime generazioni e promuovere tra i cittadini le buone pratiche ambientali attuabili nella vita di tutti i giorni.
Il Progetto - che si articola attraverso diversi incontri itineranti nei vari Comuni dell’Interland Etneo sul parto naturale, l’allattamento al seno, l’alimentazione naturale, raccolta differenziata e compostaggio, ciclicità nella donna e contraccezione, mira alla costituzione di una capillare rete territoriale tra operatori sanitari e sociali del Territorio e gruppi attivi di sostegno in grado di accompagnare, educare e supportare la coppia dal concepimento ai primi passi del bambino, iniziando un processo educativo e formativo da proseguire in ambito scolastico.
Progetto “donna e ambiente” perchè alla base della ecologia e sostenibilità della vita vi è la comprensione ed il rispetto della fisiologia di quel particolare periodo che va dal concepimento fino ai primi anni di vita periodo in cui le donne esposte alle sostanze chimiche disperse nell’ambiente le trasferiscono attraverso la placenta e/o attraverso il latte materno ai loro bambini che in seguito trascorreranno i primi anni di vita respirando le polveri domestiche o del suolo, mangiando cibi spesso addizionati di prodotti chimici.
Alimentazione naturale

L’alimentazione biologica non è un’invenzione degli ecologisti, ma risale a 10 mila anni fa, epoca in cui l’agricoltura poteva considerarsi “biologica”, in quanto non utilizzava agenti chimici – come fertilizzanti e pesticidi – il cui primo utilizzo risale solo a 150 anni fa.
Mangiare biologico è una scelta di vita, un’alternativa ai cibi meno sicuri. Dopo i vari scandali su polli e mozzarelle alla diossina, mucca pazza e carni agli estrogeni, alimenti transgenici nascosti nei prodotti preconfezionati, il rapido e progressivo incremento di allergie alimentari inducono un numero sempre maggiore di persone a ricercare alimenti naturali. Le motivazioni che possono spingere sempre più famiglie a scegliere cibi biologici sono quindi molte, e stanno alla base di un settore, quello bio, in crescita costante. Anche la grande distribuzione vende prodotti biologici con marchi di qualità e sono in aumento istituzioni quali asili e scuole elementari che offrono menu stagionali e prodotti biologici. Malgrado ciò, il costo – va purtroppo sottolineato - dei prodotti biologici è ancora per molte famiglie troppo caro rispetto a quello dei cibi tradizionali, anche se in questo ci vengono incontro i mercatini rionali bio, i gruppi di acquisto e di offerta.
L’agricoltura biologica ha lo scopo di produrre cibi che, non solo non danneggiano la salute dell’uomo non creando residui chimici nell’organismo, ma non danneggia nemmeno l’ambiente, in quanto usa metodi di coltivazione e di allevamento che rispettano l’equilibrio naturale e la vita degli animali. I metodi di allevamento sono rispettosi della salute degli animali allevati, in quanto solo da animali sani possono derivare cibi sani. Le colture biologiche vengono difese dalle malattie e dai parassiti introducendo insetti predatori che si cibano degli stessi insetti che danneggiano le coltivazioni. Gli alimenti biologici sono alimenti ottenuti secondo le nuove concezioni agroalimentari che assicurano la provenienza dei cibi da colture che escludono l’uso di prodotti sintetici, quali: concimi, antiparassitari, pesticidi. I terreni usati per l’agricoltura biologica sono puri, ovvero, lontani da fonti di inquinamento quali autostrade e industrie, e su di essi non sono stati usati agenti chimici per diversi anni. In essi l’unico tipo di fertilizzante ammesso è naturale e il tipo di lotta contro le malattie è biologico.
In sintesi:
• Gli alimenti biologici non possono essere coltivati in una azienda agricola che non rispetta determinate norme e cautele. Per difendere colture o arricchire il suolo si possono usare prodotti di esclusiva derivazione naturale (letame, sostanze minerali, compost) evitando l’impoverimento del terreno e l’inquinamento delle falde acquifere.
Invece dei fitofarmaci vengono usate tecniche agronomiche che prevedono l’aumento della fertilità del terreno e la salvaguardia dell’ecosistema, perseguendo l’equilibrio tra le varie specie vegetali ed animali.
• Nella trasformazione degli alimenti biologici non sono consentite sostanze conservanti e coloranti quali acido benzoico e benzoati (E210-19).
• Anche le trappole per gli insetti dannosi devono essere naturali.
• Vanno coltivate solo varietà vegetali adatte all’ecosistema locale, per natura più resistenti ai parassiti e alle malattie.
• I metodi di allevamento devono tutelare animali e ambiente con l’uso di mangimi biologici, di farmaci veterinari omeopatici o naturali, e con il rispetto delle norme sul benessere degli animali.
• Le aziende ad agricoltura biologica devono essere “isolate” da quelle confinanti che non la praticano: per separare vengono usate siepi che garantiscono anche la biodiversità sul territorio.
• Per essere dichiarati biologici i prodotti devono essere coltivati in terreni dove da almeno due anni è stato sospeso l’uso si prodotti chimici di sintesi. Il periodo di transizione dalla coltivazione convenzionale a quella biologica viene chiamato “periodo di conversione”.
La normativa che regolamenta la produzione e commercializzazione degli alimenti biologici è stabilita dal regolamento CEE 2092/91, che stabilisce anche che – sui prodotti biologici – debbano comparire le etichette con le seguenti diciture: cibo proveniente da agricoltura biologica; regime di controllo CEE; nome e sigla organismo di controllo; codice del produttore.
A tutto ciò va aggiunto che la “vera” dieta mediterranea, di cui dovremmo essere i paladini considerato che la Sicilia e’ tra le terre con il maggior numero di aziende agricole biologiche (purtroppo più apprezzate all’estero che non qui), è stata candidata ufficialmente a Barcellona come patrimonio culturale immateriale dell’Unesco. La candidatura congiunta redatta da Spagna, Italia, Grecia e Marocco, attraverso dei gruppi di lavoro che approfondiranno le motivazioni (culturali, storiche, produttive, paesaggistiche, alimentari e sociali) che ne giustifichino il riconoscimento dell’organismo Onu. Tuttavia, se da noi non si interviene globalmente sul controllo dello smaltimento dei rifiuti anche il completo rispetto di tali normative diventa vano, trovandoci a dover combattere l’inarrestabile processo di inquinamento di aria, acqua e suolo.
Se decidi di consumare uova, non acquistare uova da allevamento in gabbia.
Occhio al codice

Le uova devono essere etichettate obbligatoriamente sia sul guscio che sulla confezione di vendita anche secondo il metodo di allevamento.
Le norme in vigore prevedono quattro tipologie di uova identificate da un codice in cui il primo numero descrive il sistema di allevamento.

Fai attenzione: sulle confezioni di uova di batteria la dicitura “uova da allevamento in gabbia” è generalmente riportata al di sotto della confezione e scritta in maniera non adeguatamente leggibile.
E ricorda: le diciture come “uova di fattoria” o “di campagna” non corrispondono a reali spazi di libertà: sono diciture di fantasia, spesso usate proprio per uova da galline in gabbia. “
per saperne di più http://www.infolav.org/lenostrecampagne/allevamenti/comericonoscereleuova/index.htm
RACCOLTA DIFFERENZIATA E COMPOSTAGGIO
L’adozione di corretti comportamenti nella gestione dei rifiuti che produciamo comporta alcune piccole modifiche dei nostri stili di vita, dalla scelta di cosa mettiamo nel carrello della spesa alla organizzazione di come e quando conferire gli scarti di ciò che consumiamo. Produrre meno rifiuti, separarli correttamente e conferirli in modo differenziato è un ciclo che richiede attenzione e partecipazione continua: ciò che può sembrare una “inutile complicazione” delle nostre giornate, già piene di impegni e incombenze, è in realtà un valore di cui tutti possiamo beneficiare e che tutti contribuiamo a realizzare. Ognuno dovrebbe imparare a produrre meno rifiuti e riciclare di più, riconoscendo e separando, tra gli innumerevoli prodotti che acquistiamo e di cui ci serviamo, quelli che possono essere riciclati, riutilizzati e destinati ad un nuovo futuro. Insieme al miglioramento costante dei servizi, formare e sostenere la crescita di questa sensibilità e mettere a disposizione della cittadinanza le informazioni e gli strumenti più opportuni rappresenta un nostro dovere essenziale. Quanto più saremo consapevoli delle responsabilità assegnate a ognuno di noi e del loro valore civico, tanto più potremo godere in modo diffuso e condiviso del piacere di vivere in un ambiente salubre.
La missione è quindi diffondere le buone pratiche ambientali attuabili nella vita di tutti i giorni suggerendo le scelte relative alle tecnologie per il risparmio delle risorse e dell’energia. Lo smaltimento dei rifiuti tramite discariche controllate, il riciclaggio,il compostaggio ed il recupero energetico non sono processi alternativi ma complementari. Riduzione, Riutilizzo del materiale tal quale, Riciclaggio della materia costituente il materiale raccolto e Recupero sono i nuovi quattro imperativi che si impongono per affrontare correttamente il problema dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani (le quattro R).
Per risolvere il problema rifiuti si deve intervenire su ogni fase della produzione del rifiuto, soprattutto, quando possibile, all’origine della formazione del bene che diverrà rifiuto; massimizzare il riutilizzo o il riciclaggio e infine sfruttare il contenuto energetico mediante la produzione di compost, biogas o la termocombustione di ciò che non è stato possibile valorizzare. Alla fine di questo processo la frazione destinata a discarica , sempre e comunque presente, sarà di quantità estremamente inferiore a quella di partenza e, se trattata opportunamente, molto stabile. La raccolta differenziata se ben organizzata e spiegata ai cittadini può portare a riciclare anche il 70-80% dei rifiuti.
Il compostaggio domestico è un processo per ricavare buon terriccio dagli scarti organici della cucina di casa (scarti di frutta, alimenti vari, pose di caffè, thè, ecc…) e del giardino (foglie, fiori, ramaglie e quant’altro c’è di rifiuto vegetale…). E’ importante solo seguire poche norme per ricavare dell’ottimo terriccio molto fertile da utilizzare convenientemente per le proprie piante ed aiutando l’ambiente a smaltire in maniera biologicamente sana i rifiuti che altrimenti andrebbero persi. Il compost è il risultato del processo di decomposizione che avviene naturalmente sulle sostanze vegetali alla fine del loro processo vitale. L’esempio tipico della trasformazione a cui vanno incontro queste sostanze è ad esempio l’humus che si trova nel sottobosco: foglie e rametti morti si trasformano nel giro di alcuni mesi. in questa sostanza soffice e profumata che ha importanti proprietà di fertilizzazione del terreno. A livello domestico si possono ricreare le condizioni ideali per la fermentazione e la trasformazione di compost di tutto quanto sopra elencato; i tempi di trasformazione sono così più brevi che in natura:in 4-6 mesi si riesce ad ottenere una trasformazione completa.
L’incontro, che si terrà a Gravina di Catania, nell’aula della Biblioteca Comunale del Centro Civico, prevede gli interventi del Dott. Gaetano Bonfiglio (Medico Ortopedico e Sindaco di Gravina di Catania), del Prof. Giansalvo Sciacchitano (Vicepresidente dell’Ordine dei Medici di Catania, della Dott.ssa Giovanna Fidelio (Direttore del Distretto ASL di Gravina), del Dott. Domenico Galvagno (Presidente della Simeto Ambiente), dell’Ing. Agata Milazzo (Docente a contratto della Facoltà di Agraria, Università di Catania) e della Dott.ssa Maria Concetta Giuliano (Medico di Famiglia, Gravina di Catania).
Add comment Marzo 22, 2008