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SANITÀ IN SICILIA tra riforma, casi e prevenzione
http://giornale.lasicilia.it/giornale/0209/CT0209/ILFATTO/MO03/navipdf.html
INTERVISTA CON L’ASSESSORE REGIONALE MASSIMO RUSSO
di ANDREA LODATO
«Rispettati tempi e regole ora più servizi e più qualità» «Per l’emergenza centri di eccellenza e più piattaforme di elisoccorso»
26 LE VECCHIE AZIENDE SANITARIE La riforma in Sicilia ha mandato in soffitta ben 9 aziende sanitarie snellendo l’apparto burocratico
17 LE AZIENDE ATTIVE DA IERI Si sono già insediati i nuovi direttori generali a cui sarà affidato il cambiamento del sistema sanitario
40 ELISUPERFICI ATTUALEMENTE DISPONIBILI Il programma prevede la costruzione di altre basi per raggiungere qualsiasi punto della Sicilia entro 30 minuti.
L’assessore Massimo Russo gongola sempre moderatamente e poco si esalta,anche quando, in fondo, può celebrare un avvenimento: «Il 1° settembre, come avevamo assicurato, abbiamo dato alla Sicilia ed ai siciliani una sanità profondamente riformata. Qualcuno non ci credeva, pensava che rimanessimo nel guado, impaludati perché c’erano resistenze, parecchie resistenze, a superare le vecchie logiche. Non è andata così. E da oggi apriamo un nuovo capitolo per l’assistenza sanitaria siciliana. Sono nate le 17 aziende sanitarie di cui il territorio ha bisogno, si sono insediati i nuovi direttori generali. Puntiamo su di loro, sulle professionalità, sulla serietà, sul fatto che abbiano colto già da ora il profondo senso di cambiamento che bisogna dare al sistema». Per niente facile arrivare sin qui, tutt’altro che agevole sarà andare avanti, perché gli ostacoli sono tanti, le strade delle riforme quasi tutte accidentate. Soprattutto in un mondo come quello della sanità, dove vanno invertite radicate culture, che riguardano quasi indistintamente politici, medici, malati. «Abbiamo voluto mettere un punto a quel concetto che il sistema sanitario dovesse o potesse essere finalizzato agli interessi degli operatori, perché è esattamente il contrario: l’intera organizzazione del sistema e gli operatori devono essere costantemente al servizio dei cittadini ». L’assessore si spinge oltre. C’è la questione delle professionalità e delle energie umane da valorizzare. «Direi ancora prima da liberare, da recuperare, da rendere protagoniste della nostra sanità. Perché in Sicilia troppi operatori bravi sono stati sacrificati. Quindi vogliamo partire dal loro effettivo recupero, così come voglio dire ai tanti bravi medici che se ne sono andati dalla nostra regione, non ritenendo ci fossero le condizioni per svolgere al meglio il loro lavoro, che noi aspettiamo che tornino a lavorare in Sicilia, ad offrire il loro contributo al sistema sanitario dell’Isola, a contribuire a fare di ogni struttura un’eccellenza ».
L’assessore Russo insiste su questo punto, perché ciò che con la riforma, con la valorizzazione delle risorse presenti e con quelle di ritorno, vorrebbe abbattere ulteriormente le fughe sanitarie dei siciliani: «I nostri pazienti devono sapere che in Sicilia potranno trovare sempre più strutture efficienti, personale medico e paramedico preparato, tecnologie all’avanguardia, un’assistenza di qualità competitiva con quelle di qualsiasi altra regione italiana». Ovviamente nessuno insegue la chimera di potere avere ogni tipo di assistenza di eccellenza, visto che ci sono luoghi ed esperienze in qualche caso irripetibili, qualcuna in Sicilia, del resto, altre fuori com’è naturale. E questo concetto, però, serve ad introdurre un altro passaggio importante dell’intervento dell’assessore Russo, legato in qualche modo alla tragedia di Mazzarino e alla richiesta che su tutto il territorio sia spalmata l’assistenza, la rete ospedaliera, la capacità di intervenire sull’emergenza. «Su questo vorrei essere chiaro, perché il messaggio che i cittadini devono recepire è semplice e logico: non è il posto più vicino che bisogna cercare quando ci si trova di fronte ad un’emergenza, ma il presidio migliore, quello più adeguato e che offre i servizi che possono effettivamente consentire interventi determinanti per salvare vite umane. Con la nostra riforma, come ho sempre detto e lo voglio ribadire oggi, la presenza sul territorio del sistema sanitario è garantito, ma dobbiamo provare a superare anche il concetto per cui è necessario avere un ospedale sotto casa. Anche perché, come insegna l’esperienza nostra, ma anche quella di molti altri paesi che ci hanno preceduto in questo genere di riforme, gli ospedali piccoli spesso si rivelano pericolosi e poco efficienti e funzionali sia per chi vi opera sia per chi vi ricorre. Ci siamo molto occupati di questo nuovo sistema di assistenza nel territorio e uno dei punti cardine per quanto riguarda l’emergenza è, ripeto, la capacità e la lucidità che deve ispirare l’azione di chi interviene nel trasferire nel minor tempo possibile un malato nel centro migliore dove possa ricevere cure adeguate. Avere un ospedale vicino, in qualche caso, può essere persino controproducente se la struttura non è in grado di prestare l’assistenza specialistica richiesta. Per questo anche con il 118 stiamo lavorando e lavoreremo ancora nelle prossime settimane, affinché gli operatori dell’emergenza siano sempre in grado di trasferire i malati nelle strutture migliori». C’è, naturalmente, il problema della logistica del trasferimento. Non sfugge all’assessore Russo la problematica, pesante, legata ai ritardi infrastrutturali, al fatto, in poche parole, che ci sono ancora non paesini sperduti, ma città e grandi paesi della Sicilia che hanno un pessimo sistema viario. In questo caso, chiediamo, l’assistenza nel posto migliore, dove è garantita un’assistenza di alto profilo, come può essere assicurata? «Stiamo studiando una nuova mappa delle superfici degli eliporti dove potere far atterrare l’elisoccorso. La nuova mappa, studiata a tavolino, dovrà avere elisuperfici sparse sul territorio in modo tale che nel caso di gravi emergenze che richiedono interventi molto veloci, si possa utilizzare il servizio aereo e che gli elicotteri trovino basi per atterrare utili per potere coprire la maggior parte del territorio dell’Isola, in particolare, naturalmente, proprio quelle aree più difficilmente raggiungibili dalle strade».
Add comment Settembre 2, 2009
CAMBIA IL SISTEMA IN SICILIA, IN VIGORE LA RIFORMA
Si riducono le aziende sanitarie, si istituiscono i distretti
http://salute.agi.it/primapagina/notizie/200909011227-hpg-rsa0022-cambia_il_sistema_in_sicilia_in_vigore_la_riforma
(AGI) – Palermo, 1 set. – La sanita’ cambia volto da oggi in Sicilia con l’entrata in vigore della riforma che riduce da 29 a 17 le aziende sanitarie e istituisce i distretti ospedalieri. Per attuare la svolta, il governo regionale ha nominato 17 nuovi manager, senza confermare nessuno degli uscenti, e ai dirigenti che si sono insediati stamani ha assegnato precisi obiettivi che saranno sottoposti a verifica trimestrale. La riforma “rappresenta un segnale di forte discontinuita’ con il passato. Il nostro motto deve essere: regole, regole, regole”, ha detto l’assessore regionale alla Sanita’, Massimo Russo, che ieri ha incontrato i manager. “Nel piu’ breve tempo possibile -ha spiegato- dovremo procedere alla fase degli accorpamenti, migliorando i servizi territoriali, offrendo ai cittadini piu’ servizi e piu’ qualita’, eliminando sprechi e privilegi, abbattendo le liste d’attesa, potenziando i pronto soccorso e la rete dell’emergenza urgenza del 118, e occupandoci perfino di quello che nella legge viene definito il decoro ambientale. Piu’ in generale, dovremo pian piano ricreare quel clima di fiducia nei confronti della sanita’ siciliana che si e’ progressivamente perso negli ultimi anni”. La riforma e’ stata approvata il 25 marzo scorso dall’Assemblea regionale siciliana a conclusione di un iter segnato da aspre contrapposizioni interne alla maggioranza, in uno scontro culminato nella presentazione di un testo alternativo a quello del governo da parte del Pdl e dell’Udc, che all’epoca era in giunta. Uno dei capitoli piu’ acuti delle tensioni poi sfociate nella nascita del Lombardo bis, con l’esclusione dell’Udc. Altri punti chiave del riassetto sono la deospedalizzazione e il potenziamento dei servizi territoriali, il passaggio del servizio di emergenza-urgenza del 118 sotto controllo interamente pubblico, assistenza a tutti, cittadini italiani e non, senza distinzione di razza, lingua e religione e senza alcun tipo di segnalazione alle autorita’ di polizia. Una cura necessaria per la sanita’ siciliana che aveva accumulato un deficit di circa 900 milioni di euro, 250 dei quali per pagare la cosiddetta “mobilita’ passiva”, ossia le cure che i siciliani hanno ricevuto nelle strutture di altre regioni. La Sicilia ha tre anni di tempo per arrivare al pareggio. Nel 2008 si sono recuperati circa 400 milioni e altrettanti dovranno rientrare entro il 2009.
Add comment Settembre 1, 2009
Sanità Sicilia: Le schede dei nuovi Manager
http://www.vivienna.it/notizie/notizia.php?id_news=31515&titolo=Sanit%C3%A0%20Sicilia:%20Le%20schede%20dei%20nuovi%20Manager

PALERMO – “Dobbiamo diventare subito una grande squadra, capace di dare un segnale forte di svolta. E’ necessario prendere subito contezza del lavoro che ci attende per dare seguito a tutti gli adempimenti previsti nella legge di riforma della sanità approvata dal Parlamento regionale”.
Con questa frase l’assessore regionale alla Sanità Massimo Russo ha accolto i 17 manager nominati ieri dalla Giunta di Governo e che dal primo settembre saranno alla guida delle nuove aziende sanitarie siciliane.
“E’ stato un primo costruttivo confronto per darci obiettivi e scadenze – ha aggiunto Russo – e abbiamo deciso che ci incontreremo collegialmente più volte al mese per uno scambio di informazioni che, nel rispetto dell’autonomia dei singoli, potrà essere utile per affrontare e superare in modo omogeneo eventuali criticità. Prima della fine dell’anno dovremo completare la delicata fase degli accorpamenti che abbiamo già disegnato con il decreto di rimodulazione della rete ospedaliera e dovremo potenziare i servizi territoriali. L’obiettivo primario è quello di recuperare al più presto la fiducia dei cittadini, far capire loro che stiamo lavorando per offrire servizi più qualificati in tutto il territorio regionale”.
Fra le priorità segnalate dall’assessore Russo c’è l’abbattimento delle liste d’attesa, il miglior funzionamento dei pronto soccorso, la riduzione della mobilità passiva che è costata al sistema 250 milioni di euro all’anno e una particolare attenzione al decoro ambientale, trasformando le strutture sanitarie in luoghi accoglienti.
In sintesi il curriculum dei nuovi manager della sanità siciliana.
ASP AGRIGENTO
Salvatore Olivieri, nato a Catania il 3 gennaio 1941, laureato in giurisprudenza. Direttore amministrativo presso la Ausl 3 dal 1995 al 1997; dal 97 al 2001 direttore amministrativo all’azienda ospedaliera Vittorio Emanuele di Gela dove tra il 98 e il 99 ha svolto la funzione di direttore generale facente funzioni; dal 2001 al 2002 direttore amministrativo alla azienda ospedaliera San Giovanni Di Dio di Agrigento; dal 2002 al 2005 direttore generale all’azienda ospedaliera Sant’Elia di Caltanissetta.
ASP CALTANISSETTA
Paolo Cantaro, nato a Caltagirone (CT) il 18 marzo 1949, laureato in medicina e chirurgia. Dal 1996 ricopre il ruolo di direttore sanitario all’azienda ospedaliera Vittorio Emanuele, incarico che ha mantenuto anche dopo la trasformazione del Vittorio Emanuele in azienda ospedaliero – universitaria, avvenuta il 16 gennaio 2004. Ha fatto parte di numerosi comitati scientifici ministeriali, su vari progetti di ricerca finalizzati.
ASP CATANIA
Giuseppe Calaciura, nato a Biancavilla (Ct) il 15 febbraio 1951. Laureato in medicina e chirurgia. Dal 1991 al 2002 è stato primario di anestesia e rianimazione all’Ausl 3 di Catania. Dal 2002 al 2005 è stato direttore sanitaria aziendale dell’azienda ospedaliera Garibaldi di Catania. Dal 2005 a oggi direttore sanitario aziendale alla Ausl 4 di Enna.
ASP ENNA
Nicola Renato Baldari, nato a Oppido Mamertina (Reggio Calabria) il 4 gennaio 1951. Laureato in medicina e chirurgia. Dall’1 febbraio 2001 a oggi è stato primario di medicina e chirurgia d’accettazione e urgenza all’ospedale Piemonte di Messina. E’ stato deputato all’Ars nella XIII legislatura (2001-2006) durante la quale ha ricoperto la carica di vicepresidente della commissione legislativa “cultura, formazione e lavoro”. Attualmente è direttore sanitario al “Papardo” di Messina.
ASP MESSINA
Salvatore Emanuele Giuffrida, nato a Catania l’1 gennaio 1959. Laureato in medicina e chirurgia. Dal 1995 al 2005 è stato direttore medico di presidio ospedaliero all’azienda ospedaliera “Cannizzaro” di Catania. Dal 2005 a oggi ha svolto il ruolo di direttore sanitario aziendale dell’Arnas “Garibaldi” di Catania. Nel marzo del 2004 è stato vicepresidente dell’ANMDO (associazione nazionale medici di direzione ospedaliera).
ASP PALERMO
Salvatore Cirignotta, nato a Vittoria (Ragusa) il 26 ottobre 1954. Laureato in giurisprudenza. Ha svolto numerosi incarichi in magistratura. Dal 2000 al 2002 è stato direttore generale dell’Ausl di Latina. Dal 2002 al 2005 capo del dipartimento sociale della Regione Lazio. Dall’1 giugno 2005 all’8 giugno del 2006 è stato commissario straordinario all’IRCCS “Istituti fisioterapici ospitalieri di Roma”. Poi è rientrato in magistratura ordinaria svolgendo la funzione di giudice del lavoro presso il Tribunale di Roma.
ASP RAGUSA
Ettore Gilotta, nato a Ragusa il 16 aprile 1951. Laureato in giurisprudenza. Dal 1992 al 2000 dirigente amministrativo all’Università di Catania. Dal 2000 al 2006 direttore generale dell’azienda ospedaliera “Policlinico” di Catania. Dal 2006 a oggi dirigente amministrativo dell’Università di Catania e direttore amministrativo del Consorzio “Istituto superiore di Catania per la formazione di eccellenza”.
ASP SIRACUSA
Franco Maniscalco, nato a Ragusa il 10 novembre 1952. Laureato in scienze politiche. Dal 1997 al 2005 dirigente di struttura complessa all’Ausl 8 di Siracusa. Nel 2005 diventa direttore amministrativo dell’azienda ospedaliera “Sant’Elia” di Caltanissetta. Negli ultimi mesi è stato commissario straordinario dell’Ausl 8 di Siracusa.
ASP TRAPANI
Fabrizio De Nicola, nato a Palermo il 26 aprile 1957. Laureato in giurisprudenza. Dal 1990 al 2004 funzionario amministrativo dell’Ircac. Dal 2004 al 2006 coordinatore della segreteria tecnica dell’assessorato regionale alla Presidenza. Dal 2006 a oggi è tornato a svolgere il ruolo di funzionario amministrativo dell’Ircac. Docente presso il consorzio universitario della provincia di Agrigento dal 2006 al 2007.
AZIENDA OSPEDALIERA “CANNIZZARO” DI CATANIA
Francesco Poli, nato a Catania il 14 settembre 1937. Laureato in giurisprudenza. Dal 1983 al 1995 direttore amministrativo all’USL 36 di Catania. Dal 1995 al 96 direttore generale dell’azienda ospedaliera Vittorio Emanuele di Catania. Dal 1997 al 2002 direttore generale dell’Ausl 5 di Messina. Dal 2002 al 2005 direttore generale dell’azienda ospedaliera Arnas “Garibaldi” di Catania. Dal 2008 a oggi è stato consulente dell’assessorato regionale alla Sanità.
AZIENDA OSPEDALIERA “PAPARDO – PIEMONTE” DI MESSINA
Armando Caruso, nato a Scicli (Ragusa) il 25 novembre 1946. Laureato in scienze politiche. Dal 1996 al 1999 dirigente amministrativo all’Usl 22 di Vittoria. Nel 1999 capo del settore “personale” all’Ausl 5 di Messina. Dal 1999 al 2002 capo settore “personale” all’Ausl 7 di Ragusa dove successivamente ha svolto anche l’incarico di direttore amministrativo.
AZIENDA OSPEDALIERA “VILLA SOFIA – CERVELLO” DI PALERMO
Salvatore Di Rosa, nato a Palma di Montechiaro (Ag) il 28 agosto 1951. Laureato in medicina e chirurgia. Dal 1990 al 1994 primario della divisione di medicina interna a Canicattì. Dal 1994 al 1999 ha svolto lo stesso incarico all’Ausl di Palermo. Dal 1999 a oggi direttore della struttura complessa di medicina interna all’azienda ospedaliera Villa Sofia – CTO di Palermo. Professore universitario dal 1991 al 2006 presso la scuola di specializzazione di medicina interna all’Università di Palermo. Presidente nazionale onorario della Fadoi (federazione internisti ospedalieri italiani).
AZIENDA ARNAS “GARIBALDI” DI CATANIA
Angelo Pellicanò, nato a Reggio Calabria il 16 ottobre 1951. Laureato in medicina e chirurgia. Dal 1990 al 1995 dirigente di secondo livello all’Usl 36 di Catania. Dal 1995 a oggi direttore sanitario presso l’azienda ospedaliera “Cannizzaro” di Catania. Componente di numerose commissioni istituite dall’assessorato regionale alla Sanità. Componente, tra l’altro, dell’unità operativa del centro di coordinamento regionale per le attività relative alla sicurezza dei pazienti e alla gestione del rischio clinico.
AZIENDA ARNAS “CIVICO – DI CRISTINA” DI PALERMO
Dario Allegra, nato a Palermo il 9 novembre del 1957. Laureato in economia e commercio. Dirigente amministrativo e presidente di aziende nel settore delle “utilities” comunali e nazionali. E’ stato presidente dell’AMG Energia e amministratore delegato della Sogesid. Attualmente è presidente dell’Amap.
AZIENDA OSPEDALIERO UNIVERSITARIA “RODOLICO – VITTORIO EMANUELE” DI CATANIA
Ignazio Tozzo, nato a Palermo il 20 novembre 1965. Laureato in giurisprudenza. Dal 2001 al 2005 è stato dirigente capo della segreteria tecnica presso l’amministrazione regionale. Dal 2005 al 2006 capo di gabinetto all’assessorato regionale Beni Culturali e Pubblica Istruzione e l’anno successivo capo di gabinetto all’assessorato regionale alla Sanità. E’ stato commissario straordinario all’Ausl 8 di Siracusa.
AZIENDA OSPEDALIERO UNIVERSITARIA “G. MARTINO” DI MESSINA
Giuseppe Pecoraro, nato ad Aliminusa (Palermo) il 4 settembre 1948. Laureato in economia e commercio. Dal 1996 al 1997è stato direttore amministrativo all’azienda ospedaliero – universitaria Policlinico di Palermo della quale, dal 1998 al 2008, è stato direttore generale. Successivamente ha ricoperto il ruolo di commissario straordinario all’azienda ospedaliero – universitaria di Messina.
AZIENDA OSPEDALIERO – UNIVERSITARIA POLICLINICO DI PALERMO
Mario La Rocca, nato a Palermo il 6 marzo 1963. Laureato in ingegneria. Dal 1989 dirigente tecnico dell’amministrazione regionale, svolgendo il proprio lavoro in vari assessorati: lavori pubblici, cooperazione, sanità, lavoro e turismo. Attualmente capo della segreteria tecnica dell’assessorato ai lavori pubblici. E’ stato commissario straordinario dell’azienda autonoma di soggiorno e turismo di Caltagirone e poi di Acireale. Componente della segreteria tecnica dell’osservatorio regionale dei lavori pubblici. Ha fatto parte del nucleo di valutazione della programmazione regionale.
Add comment Agosto 19, 2009
Piano Sanità, Russo: «A fine anno lo Stato ci restituirà 1,165 miliardi»
PALERMO. Scongiurato il rischio del commissariamento, mettendo in ordine i conti, per la sanità siciliana comincia una nuova scommessa: attuare tutti gli atti amministrativi giudicati validi dal ministero del welfare in linea col piano di rientro dal deficit.Add comment Luglio 2, 2009
Disparità geografiche nell’accesso al farmaco. A livello ospedaliero ci sono i Prontuari regionali, sul territorio la distribuzione diretta
Rasi: ai Mmg chiedo di governare insieme il “bene” farmaco
L’alleanza con la Mg è pronta per essere siglata. E un anticipo starebbe già per arrivare dal cosiddetto decreto sugli extrasconti, con il quale potrebbero essere spostate sul territorio alcune classi di farmaci oggi d’impiego solo ospedaliero. Ad annunciarlo il direttore generale dell’Aifa, Guido Rasi, che in un’intervista al GdM ribadisce il progetto di un’intesa strategica con la medicina di famiglia e anticipa le mosse dell’Agenzia.
Professor Rasi, i dati sulla spesa 2008 dicono che la farmaceutica convenzionata rispetta il tetto, l’ospedaliera invece no. Perché?
«Verrebbe da dire che la spesa ospedaliera sfonda perché non ha un’Aifa. Battute a parte è vero, la territoriale tiene molto bene grazie anche all’Agenzia: la frenata verificatasi negli ultimi mesi dell’anno si spiega anche con le negoziazioni che abbiamo concluso sui prezzi dei generici più recenti, dove sono stati ottenuti sconti del 50-60% anticipando i tagli ai prezzi che arriveranno con il decreto sugli extrasconti. Quanto all’ospedaliera, lo sfondamento è determinato per più di un terzo dai farmaci innovativi e per la restante parte da un mix di sprechi e sottovalutazione del budget di spesa».
Quindi?
«Quindi sarà necessario risolvere lo squilibrio. A tal fine ci aspettiamo che nel decreto sugli extrasconti venga sancita la riallocazione sul territorio di alcuni farmaci d’uso ospedaliero. Nella stessa ottica, poi, abbiamo già affidato a un gruppo di lavoro la revisione delle Note e dei Piani terapeutici, per i quali puntiamo a una semplificazione improntata esclusivamente alla sicurezza: l’appropriatezza viene misurata in relazione alla presenza di rischi potenziali nell’impiego».
Con la conversione del Milleproroghe è stato dato semaforo verde all’ampliamento degli organici dell’Agenzia. Come verranno impiegati questi rinforzi?
«L’ampliamento della pianta organica disposto dal Milleproroghe rappresenta per noi un rilevante atto di fiducia da parte del Governo e allo stesso tempo una assunzione di responsabilità: potremo finalmente programmare altri rilevanti obiettivi di medio-lungo termine nella consapevolezza di avere un supporto importante per raggiungerli. I problemi che ho trovato in Aifa, infatti, erano dovuti per il 50% a carenze di personale e per il restante 50% a carenze strutturali. Per quanto concerne quest’ultimo fronte abbiamo già avviato riorganizzazioni e ristrutturazioni interne che puntano a semplificare i processi, ridurre i tempi e aumentare l’efficienza. Per quanto riguarda i nuovi organici, invece, le aree che per prime ne beneficeranno sono quelle ispettiva e regolatoria, ossia le attività nelle quali le inefficienze diventano rischiose per la salute e di ostacolo allo sviluppo del settore produttivo».
C’è dunque in programma un aumento dell’attività ispettiva condotta dall’Agenzia?
«Prevediamo soprattutto un’intensificazione dell’attività all’estero. Di recente l’Fda ha aperto una sede in Cina, è un esempio che fa capire dove si sta andando. Noi puntiamo ad accordi internazionali diretti proprio ad ampliare la nostra capacità ispettiva, nei paesi dell’Est come in quelli asiatici».
I medici di famiglia chiedono di essere corresponsabilizzati nella gestione del bene farmaco…
«Confermo l’intenzione di puntare molto su di loro. Innanzitutto nella ricerca traslazionale: nessuno studio clinico potrà mai reclutare un numero di pazienti tale da dare la massima garanzia, l’unica certezza in fatto di impiego sicuro di un farmaco può arrivare dall’osservazione sul territorio, quindi dal medico di Mg. Si può costruire un sistema che preveda l’uso precoce dei farmaci di nuova registrazione da parte di una punta avanzata di Mmg, in modo da valutare se e a quali condizioni passare poi all’impiego esteso».
A novembre, nel suo intervento al Congresso nazionale della Simg, aveva anticipato l’intenzione di incrementare la presenza dei medici di Mg nell’Aifa…
«Nulla d’invariato, se vogliamo che vestano i panni dello sperimentatore “traslazionale” dobbiamo fare in modo che i Mmg siano nell’Agenzia. La mia idea è quella di dare rappresentanza alla Mg in tutte le posizioni strategiche, dal Comitato prezzi alla Cts – dove un medico di famiglia c’è già – alla Commissione ricerca. Però chiederò in cambio che le persone scelte a rappresentare la Mg in Aifa ricevano un mandato chiaro, tale da farne interlocutori ufficiali nei confronti dell’Agenzia».
Per la ricerca traslazionale così come per quella riallocazione di farmaci di cui parlava, sarà fondamentale un monitoraggio imperniato su cartella clinica elettronica e scambio in rete di dati tra primo e secondo livello di cure. State pensando a qualcosa di concreto al riguardo?
«Stiamo cercando di prendere cià che esiste di buono nei due livelli per fare in modo che comunichino. Di certo c’è la consapevolezza che è giunto il momento di passare dalla farmacoragioneria alla farmacoeconomia: valutazioni e scelte vanno fatte in base al costo per patologia anziché per confezione; anzi, l’obiettivo è quello di privilegiare ciò che produce più salute a parità di costo».
Si parlava prima di generici, i medici continuano a sollevare non poche lamentele in tema di sostituibilità…
«Ritengo che il generico non possa prescindere dalla gestione del prescrittore. Considero i medici di famiglia culturalmente ed economicamente consapevoli dell’opportunità rappresentata dagli equivalenti, anzi nei confronti che ho avuto con loro ho sempre trovato massima disponibilità. Quanto alla sostituibilità, io punterei a soluzioni che semplifichino: in avvio di trattamento, per esempio, si potrebbe lasciare al medico la scelta della prima prescrizione con equivalente. È una proposta con un razionale evidente: in avvio di trattamento i dilemmi legittimi sono tra questa o quella molecola, non tra branded o generico corrispondente».
E a terapia già avviata?
«È giusto che la sostituibilità sia comunque lasciata alla discrezione del medico, che conosce il paziente».
Di recente un altro tema particolarmente dibattutto è quello delle disparità geografiche nell’accesso al farmaco. A livello ospedaliero ci sono i Prontuari regionali, sul territorio la distribuzione diretta. Qual è la posizione dell’Aifa al riguardo?
«Queste iniquità sono motivo di preoccupazione per l’Aifa, perché le consideriamo inaccettabili. Si ricorra pure a Prontuari e distribuzione diretta, ma solo se rappresentano una soluzione a problemi reali, non quando diventano una modalità di ripiego giustificata da un supposto ma spesso non dimostrato risparmio. Devo dire che in questo momento registriamo da parte delle Regioni il consapevole riconoscimento della necessità di un coordinamento centrale della farmaceutica. È un punto di partenza importante per lavorare in piena condivisione».
Add comment Aprile 20, 2009
Alleanza AIFA-Medicina generale: alcuni farmaci oggi d’impiego esclusivamente ospedaliero verranno spostati sul territorio
Rasi: ecco la collaborazione che chiedo ai medici di Mg
di Alessandro Santoro

Guido Rasi, direttore generale dell’Aifa
L’alleanza con la Mg è pronta per essere siglata. E un anticipo potrebbe già arrivare dal cosiddetto decreto sugli extrasconti, con il quale potrebbero essere spostate sul territorio alcune classi di farmaci oggi d’impiego esclusivamente ospedaliero. Ad annunciarlo il direttore generale dell’Aifa, Guido Rasi, che in un’intervista al GdMonline ribadisce il progetto di un’intesa strategica con la medicina di famiglia e anticipa le mosse dell’Agenzia.
Professor Rasi, i dati sulla spesa 2008 dicono che la farmaceutica convenzionata rispetta il tetto, l’ospedaliera invece no. Perché?
Verrebbe da dire che la spesa ospedaliera sfonda perché non ha un’Aifa. Battute a parte è vero, la territoriale tiene molto bene grazie anche all’Agenzia: la frenata verificatasi negli ultimi mesi dell’anno si spiega anche con le negoziazioni che abbiamo concluso sui prezzi dei generici più recenti, dove sono stati ottenuti sconti del 50-60% anticipando i tagli ai prezzi che arriveranno con il decreto sugli extrasconti. Quanto all’ospedaliera, lo sfondamento è determinato per più di un terzo dai farmaci innovativi e per la restante parte da un mix di sprechi e sottovalutazione del budget di spesa.
Quindi?
Quindi sarà necessario risolvere lo squilibrio. A tal fine ci aspettiamo che nel decreto sugli extrasconti venga sancita la riallocazione sul territorio di alcuni farmaci d’uso ospedaliero. Nella stessa ottica, poi, abbiamo già affidato a un gruppo di lavoro la revisione delle Note e dei Piani terapeutici, per i quali puntiamo a una semplificazione improntata esclusivamente alla sicurezza: l’appropriatezza viene misurata in relazione alla presenza di rischi potenziali nell’impiego.
I medici di famiglia chiedono di essere corresponsabilizzati nella gestione del bene farmaco…
Confermo l’intenzione di aspettarmi molto da loro. Innanzitutto nella ricerca traslazionale: nessuno studio clinico potrà mai reclutare un numero di pazienti tale da dare la massima garanzia, l’unica certezza in fatto di impiego sicuro di un farmaco può arrivare dall’osservazione sul territorio, quindi dal medico di Mg. Si può costruire un sistema che preveda l’uso precoce dei farmaci di nuova registrazione da parte di una punta avanzata di Mmg, in modo da valutare se e a quali condizioni passare poi all’impiego esteso.
A novembre, nel suo intervento al Congresso nazionale della Simg, aveva anticipato l’intenzione di incrementare la presenza dei medici di Mg nell’Aifa…
Confermo, se vogliamo che vestano i panni dello sperimentatore “traslazionale”, dobbiamo fare in modo che i Mmg siano nell’Agenzia. La mia idea è quella di dare rappresentanza alla Mg in tutte le posizioni strategiche, dal Comitato prezzi alla Cts – dove un medico di famiglia c’è già – alla Commissione ricerca.
31 Marzo 2009
http://www.gdmonline.it
Add comment Marzo 31, 2009
«La nuova Sanità: trasparenza e legalità»
L’assessore e il segretario regionale del Mpa presentano la «rivoluzione» appena approvata
http://giornale.lasicilia.it/giornale/2803/CT2803/IFATTI/MO08/navipdf.html
Russo: «Obiettivo servizi efficienti». Leanza: «Sintesi in un modello originale» «Ora dovremo sciogliere 29 aziende e crearne 17 nuove nel segno della professionalità dei manager da nominare»
ROSSELLA JANNELLO
CATANIA. Il politico e il tecnico, l’analisi attenta e la passione irruente. L’assessore regionale alla Sanità, Massimo Russo, e il segretario regionale del Mpa, Lino Leanza, hanno illustrato ieri, nel corso di una conferenza stampa, i dettagli della nuova legge di riforma del sistema sanitario siciliano approvata dall’Ars. Una riforma – chiosa Russo – che a molti sembrava una «missione impossibile».
Eppure… «Eppure siamo arrivati alla riforma – dice Leanza – e ci siamo arrivati molto bene: nessun compromesso al ribasso, ma una sintesi straordinaria per una riforma che può diventare il fiore all’occhiello della Regione Sicilia». «Non solo – aggiunge – abbiamo applicato il Piano di rientro che porteremo a Roma il 2 aprile, ma abbiamo fatto una legge di riforma della Sanità che io chiamo ”legge di tutte le leggi”. Sono stati mesi di grande scontro – aggiunge il segretario del Mpa – di aspre battaglie fino a una sintesi intelligente in un modello siciliano originale che, per esempio ha anche una norma contro i medici-spia, per dare un segnale netto alla Lega e alla norma anti immigrati. Debbo dare atto alla maggioranza che, quando abbiamo parlato di problemi veri, si è ricompattata, così come dobbiamo dare atto al Pd di avere collaborato alla stesura della legge. Anche se – si rammarica – è poi giunto un voto contrario mentre sarebbe stato meglio, in nome della politica della qualità, una astensione dal voto». Leanza ha anche ricordato il «caso Caltagirone » sul quale – dice – si stava rischiando di fare «la legge del campanile, se non ci fosse stato il determinante intervento del presidente della Regione Lombardo. Anche se – promette Leanza – il Calatino non resterà fuori dal meccanismo della Sanità d’eccellenza».
Tocca all’assessore Russo «uomo libero, metà magistrato metà medico», come lo presenta il segretario regionale del Mpa, entrare nel merito dei meccanismo della legge. «Da oggi – esordisce l’assessore – comincia la seconda fase: abbiamo preparato gli strumenti, ora si lavora». «Abbiamo fatto questa riforma – spiega Russo, parlando del provvedimento già oggetto di interesse da parte di università e osservatori – soprattutto per dare ai cittadini dei servizi efficienti e una buona Sanità. Siamo davanti a una imponente riconversione industriale: in pochi mesi dovremo sciogliere 29 aziende e crearne 17 nuove, dovremo incidere sulle abitudini del cittadino e degli operatori. Tutto ciò sarà possibile solo se saremo in grado di piazzare gli uomini giusti nei posti giusti: manager più che bravi e al di sopra di ogni sospetto di appartenenza, medici di grande professionalità che devono raggiungere le posizioni professionali apicali solo per i meriti acquisiti sul campo e non certo per la vicinanza con questo o quell’altro politico. E sogno di riportare in Sicilia tutte quelle professionalità che hanno scelto di emigrare e che fuori dall’isola si sono imposti con la loro professionalità». Tre le «metastasi del sistema», come le chiama Russo e sulle quali ha lavorato in questi mesi: l’eccessiva ospedalizzazione, la presenza di troppe aziende come non accade in nessuna altra parte d’Italia, i troppi «viaggi della Sanità». Da qui una programmazione che vede destinato il 65% delle risorse alle funzioni territoriali (contro il 49% di prima) e il rimanente 45% alle funzioni ospedaliere. Così come cambierà l’organizzazione del sistema «per garantire uniformemente a tutti la stessa assistenza sanitaria nell’isola », superando la logica dei Poli di attrazione Palermo e Catania. Come? Con i distretti ospedalieri – 20 in tutto – all’interno dei quali si diversificheranno i servizi offerti. «Con un grande rispetto per l’autonomia territoriale – sottolinea Russo – in base alle esigenze del territorio ». «Questo è il modello di legge che è stato approvato – conclude –. Ma perché il sistema vada a regime ci sarà bisogno di tempo. Ci saranno disagi che potranno essere superati e sopportati solo se sarà chiaro l’obiettivo finale: una riforma trasparente e nel segno della legalità».
Add comment Marzo 28, 2009
FATTA LA RIFORMA SI ATTENDONO ORA I DECRETI ATTUATIVI DELL’ASSESSORE RUSSO
Il nuovo piano sanitario ricompatta governo e Parlamento
GIOVANNI CIANCIMINO
http://giornale.lasicilia.it/giornale/2703/CT2703/ILFATTO/MO07/navipdf.html
PALERMO. La riforma sanitaria è fatta. Ma, al di là del merito, la saldatura del deficit di regole nei rapporti tra governo e Ars è il tracciato di un nuovo percorso? La lettura dei risvolti politici, sia nell’opposizione che nella maggioranza, sembrano raffreddare gli entusiasmi. Troppa politica viziata da ideologia. Tra il «si» e il «no» c’è di mezzo il «ni». Perché il Pd, che pure vanta di avere dato un contributo qualificante alla riforma, ha votato contro? L’interrogativo ha fatto capolino ancora ieri. Dalle parole del capogruppo Pd Cracolici emerge che quel «no» sofferto sia stato dettato fuori dal Palazzo per motivi politici: «Mi pare di poter dire che se la legge è uscita dall’Aula con 17 aziende, se siamo arrivati a questo modello, se Russo ha potuto celebrare con euforia l’approvazione di questa riforma, se Russo continua a fare l’assessore questo è anche merito del Pd che ha tenuto la barra ferma contro quelli che volevano che tutto cambiasse per non cambiare nulla. Questa legge non è tutto quello che noi avremmo voluto che fosse». Ma «durante l’esame di questa riforma abbiamo dimostrato cosa significhi essere opposizione riformista». Cioè, opposizione non ideologica che, però, contrasta con un «no» dalle evidenti sembianze ideologiche più che riformiste. Anche De Benedictis (esperto sanità del Pd), conferma: «Abbiamo inserito elementi di qualificazione soprattutto nella scelta degli uomini. La nomina dei direttori generali deve seguire a una ricognizione dei requisiti da pubblicare sul web, quindi nomina non più fiduciaria e basata su rapporti interpersonali. Attendiamo l’assessore al varco sulla nomina dei direttori e sull’emanazione dei decreti attuativi». Per completezza va detto che con un emendamento di Pogliese (Pdl) è stata fissata la possibilità di riconferma dei manager solo per una volta nella stessa azienda. Sul fronte politico di centrodestra, i capigruppo del Pdl Leontini e dell’Udc Maira hanno rimarcato la ritrovata unità nella maggioranza, la saldatura col governo e il confronto tra esecutivo e legislativo. Sono conferme che vanno oltre la contingenza? Leontini guarda al presente con la speranza nel futuro: «Alla fine tra noi e il governo c’è stata identità di vedute e un clima di maggioranza che ha ricostituito le proprie idee comuni. Una riforma storica che risponde alle necessità dei cittadini con la riduzione della spesa e la separazione tra ospedale e territorio. Auspichiamo che questa esperienza si possa ripetere per altre riforme». Dello stesso avviso Maira: «Adesso i rapporti con l’assessore Russo sono improntati al dialogo democratico, dopo le iniziali incomprensioni. Anche i rapporti con l’Mpa si sono rasserenati. Con l’apporto del Pd si potrebbero fare grandi riforme».
Add comment Marzo 28, 2009
Sintesi della Riforma Sanitaria approvata in Sicilia:“Più salute e meno burocrazia, costi minori e migliori servizi”
http://www.loccidentale.it/articolo/in+sicilia+la+riforma+della+sanità+è+legge.0068526
Visibilmente stanco, ma con l’entusiasmo che gli si legge sotto i baffi, dopo 9 mesi di estenuanti trattative che hanno messo in pericolo persino la solidità della maggioranza, il governatore della Sicilia Raffaele Lombardo raccoglie (nella tarda serata di ieri) il voto favorevole dell’Assemblea regionale siciliana, che trasforma in legge la riforma della Sanità nell’Isola. Alla votazione finale erano presenti 81 deputati, 51 i sì, 28 i no: il Pd ha votato contro il ddl, nonostante abbia contribuito a redigerlo. La spiegazione di tale atteggiamento arriva dal capogruppo dei democratici a Palazzo dei Normanni Antonello Cracolici, il quale in fase di dichiarazione di voto ha spiegato come è vero che il testo della riforma contiene molti elementi voluti dal suo partito ma, ha precisato che “la ciccia della spartizione delle nomine costituisce il vero cemento della maggioranza di centrodestra alla Regione”. Ma l’ostruzionismo maggiore Lombardo lo ha avvertito in questi mesi soprattutto dentro la sua maggioranza con il tira e molla inforcato con i deputati dell’Udc – specie dopo i rapporti non più idilliaci tra l’ex governatore Totò Cuffaro e l’attuale presidente della Regione -. In pratica i centristi per mesi, insieme al Pdl, hanno contestato, fino a quasi minacciare la sfiducia al governatore, la riduzione delle aziende sanitaria dalle attuali 29 a 17, come voluto dalla riforma disegnata da Lombardo insieme all’assessore alla Sanità Massimo Russo quest’ultimo, una volta portata a casa la “pagnotta” ha commentato scomodando nientemeno che di Nick Carter: “Tutto bene quel che finisce bene e l’ultimo chiuda la porta”. Ma la porta ha rischiato di rimanere aperta anche nelle ultimissime ore, quando nel corso della maratona del dibattito in aula, poco dopo la mezzanotte del penultimo giorno, un emendamento presentato dall’onorevole catanese del Pdl Pippo Limoli a favore dell’ospedale di Caltagirone, stava quasi costringendo Lombardo e Russo a mischiare nuovamente le carte, dopo i numerosi aggiustamenti che l’ultimo testo portato in aula ha subito rispetto la bozza originaria che tanti dissapori aveva sparso tra le varie componenti politiche della stessa maggioranza di governo locale. Il clima durante le operazioni di voto, comunque, è continuato a rimanere teso. Nel corso del lungo dibattito per l’esame dei singoli articoli e degli emendamenti proposti da tutti i gruppi si sono dovute addirittura ripetere anche le votazioni a scrutinio segreto. Alla fine Lombardo ha fatto prevalere il buonsenso e, prendendo la parola ha sottolineato quanto difficile sia stata per l’assemblea trovare la quadratura del cerchio in questi lunghi mesi di incomprensioni, buttando così sulle spalle dei deputati stessi la responsabilità di una figura penosa, qualora fosse saltata ancora una volta l’armonia ritrovata sul disegno di legge. Una “mala cumparsa” si dice da queste parti che, ha precisato il presidente della Regione, “rischia di ricaderci addosso non come deputati ma come popolo” quindi, cercando di serrare le fila, ha invitato tutti a condividere la linea del governo.
Con il passaggio della riforma sanitaria l’assessore Russo parla di un risparmio di almeno 50 milioni di euro grazie alle nuove norme e risponde alle accuse dell’opposizione così: “Il numero dei direttori diminuisce – precisa l’ex magistrato voluto in giunta dal governatore per risistemare il carrozzone della Sanità siciliana – saranno 122 a fronte dei 160 di oggi. Non è un papocchio, né un compromesso al ribasso, ma una sintesi felice”. Vediamo allora in dettaglio come cambia il sistema sanitario dell’Isola a partire dal primo settembre 2009.
In primo luogo le azienda passano da 29 a 17. Nello specifico: 9 provinciali, 3 di riferimento regionale, 2 di riferimento nazionale ad alta specializzazione e 3 universitarie. Ognuna di esse sarà organizzata in distretti, in tutto 20, costituiti dall’aggregazione di alcuni nosocomi e guidati da un coordinatore amministrativo e da uno sanitario; poi deospedalizzazione e potenziamento dei servizi territoriali. Vengono pure istituiti nuovi distretti ospedalieri, potenziato il controllo territoriale, si passa alla gestione interamente pubblica del servizio di pronto soccorso 118, di fatto si conclude il rapporto con la Sise, la società “in house” della Croce Rossa che in questi anni ha gestito il servizio, con ampie garanzie del mantenimento dei posti di lavoro per i 3.200 dipendenti delle autoambulanze; il potenziamento – con nuove unità periferiche in ognuna delle province siciliane – delle 4 centrali operative già esistenti (Palermo, Catania, Messina e Caltanissetta).
Occhi particolarmente attenti anche sulla qualità dei manager della aziende sanitarie, che verranno scelti in base a rigorosi criteri: via, dunque, quelli incapaci, i direttori generali decadranno automaticamente in caso di mancato raggiungimento dell’equilibrio di bilancio o degli obiettivi prefissati. La valutazione sarà a carico di un soggetto esterno (l’agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali o di un’altra struttura ad evidenza pubblica scelta dall’assessore) . E su questo punto si registra l’intervento di Rudy Maira, presidente del gruppo Udc a Sala d’Ercole: “Per dare azione pragmatica al buon lavoro svolto fin qui, anche su indicazioni del nostro partito, merita una citazione la norma che fissa a sei anni il limite per l’incarico di direttore generale di una stessa azienda ospedaliera. Avremo così un criterio essenziale di verifica, dopo tre anni dell’operato, del mandato manageriale e dei risultati conseguiti da ogni manager”. “Questa norma – conclude Maira – consentirà davvero di avere i migliori dirigenti alla guida delle nostre aziende”.
Capitolo cliniche private, la nuova legge sancisce la libertà di scelta del paziente tra pubblico e privato. Approvata, inoltre, la modifica delle regole per i budget assegnati alle cliniche e ai laboratori: non verranno più erogati in base alle prestazioni effettuate l’anno precedente, ma legati ai dati epidemiologici, e il tetto di spesa sarà stabilito dalla Regione d’intesa con le associazioni di categoria. Prevista una “premialità” per le strutture pubbliche e private che erogano prestazioni a pazienti non siciliani. A proposito di questo, e contrariamente alla posizione del governo nazionale, grazie ad un emendamento presentato dal presidente Lombardo e dall’assessore Russo, la Sicilia assicurerà le cure gratuite ambulatoriali ed ospedaliere anche agli extracomunitari senza obbligo di segnalazione alle autorità per il personale medico. “Abbiamo affermato il naturale principio di civiltà e solidarietà ai più bisognosi”, ha commentato Russo. Prevista infine l’istituzione dei presidi territoriali di assistenza (Pta) che attraverso il Centro unico di prenotazione (Cup) controlleranno la capillare erogazione delle prestazioni primarie, dei servizi socio sanitari integrati, di quelli a favore dei minori, delle famiglie e i servizi di salute mentale.
Cauti i sindacati, il segretario regionale della Cisl Maurizio Bernava considera l’approvazione della riforma un passo importante, ma allo stesso tempo una svolta parziale e chiede presto una “riorganizzazione del sistema sanitario dell’isola con atti amministrativi e tavoli di confronto con sindacato, sindaci ed Asl”. La Cgil, per bocca di Italo Tripi, segretario generale in Sicilia, ha ricordato come “la proposta di partenza (ovvero la bozza iniziale ndr) fosse migliore del risultato finale, ma grazie all’azione del sindacato e delle forze piu’ sensibili in Parlamento si è impedito che prevalesse il solito copione del cambio tutto per non cambiare nulla e adesso bisogna vigilare affinché si evitino le solite derive clientelari che possono trovare spazio tra le maglie della legge”.
Add comment Marzo 27, 2009

